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	<title>The Real Life &#187; privatizzazione</title>
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		<title>Il 70% del tuo corpo sarÃ  proprietÃ  delle banche</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 11:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il bel Paese]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-21" title="acqua_denaro" src="http://www.thereallife.it/wp/wp-content/uploads/2009/11/acqua_denaro.jpg" alt="acqua_denaro" width="300" height="259" />Non lo sapevi? Eâ€™ questo che deciderÃ  il governo italiano entro il 24 novembre a tua insaputa, quando tramuterÃ  in legge il decreto 135 che mercifica lâ€™acqua, principale componente della vita. Entro il 2011 tutto il servizio idrico dovrÃ  essere spartito tra societÃ  miste, che perÃ² dovranno avere capitale privato per piÃ¹ del 40%. Una nota di questo episodio Ã¨ che il decreto Ã¨ stato scritto dalla coppia Fitto &#8211; Calderoli (rispettivamente Pdl e Lega), nonostante la Lega sia reduce da una campagna elettorale 2008 allâ€™insegna del federalismo fiscale, ossia la gestione da parte dei comuni, convinti che cosi facendo il nord sarebbe volato via chissÃ  dove. Nellâ€™articolo 15 del decreto 135 si legge<em>: â€</em><em>Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria (â€¦) <span style="text-decoration: underline;">a favore di imprenditori o di societÃ </span> in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica </em>(gara pubblica)<em>â€ </em>ed ancora<em> â€œgli affidamenti diretti assentiti alla data del 1Â° ottobre 2003 a societÃ  a partecipazione pubblica giÃ  quotate in borsa a tale data e a quelle da esse controllate ai sensi dellâ€™articolo 2359 del codice civile, cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio, a condizione che la partecipazione pubblica, si riduca anche progressivamente, attraverso procedure ad evidenza pubblica ovvero forme di collocamento privato presso investitori qualificati e operatori industriali, ad una quota non superiore al 30 per cento entro il 31 dicembre 2012â€. </em>A favore di imprenditori. Questa frase suggerisce previsioni future incompatibili con i diritti dellâ€™uomo. Il possesso da parte dei banchieri della nostra acqua non Ã¨ certo il massimoÂ  a cui si puÃ² aspirare. Figuriamoci se le societÃ  quotate in borsa, i cui soci privati deterranno il 29% e che devono per natura rispondere ad azionisti sconosciuti e leggi di mercato dettate dalla tirannia delle multinazionali, si preoccuperanno di gestire secondo coscienza gli impianti idrici. Gli intoppi della borsa, per forza di cose, verranno risolti dalla riduzione della portata del nostro rubinetto, reo di sgorgare acqua potabile privata. Cosa avverrÃ  con la privatizzazione della gestione della rete idrica? Innanzitutto anarchia da parte della societÃ  proprietaria al momento della gestione dei contratti; scarsa capacitÃ  di manutenzione dei depuratori, con conseguenti cause giudiziarie fra comuni e societÃ , dove il cittadino pagherÃ  di tasca propria le spese legali al comune, e lâ€™inaccessibilitÃ  allâ€™acqua potabile in maniera congrua agli usi di una societÃ  occidentale (educata); riparazioni della rete idrica in caso di perdite inesistente, e sappiamo che con il 30% dâ€™acqua che si disperde prima di arrivare nelle case o nei campi agricoli lâ€™Italia Ã¨ un grosso colabrodo. Basti pensare che in Abruzzo, Puglia e Sardegna, lâ€™acqua erogata Ã¨ solo il 50% di quella emessa dai depuratori. Indovinate chi paga il restante 50% non utilizzato? Non le societÃ  a capitale misto, le quali guadagneranno dagli utili della gestione, che non verranno ridistribuiti o reinvestiti in manutenzione, come dovrebbe essere nel caso di gestione pubblica democratica, ma finiranno nei caveau delle banche almeno quelli privi di falle nelle tubature.</p>
<p>Immaginiamoci situazioni di disagio per gli utenti, che si vedranno costretti e centellinare lâ€™acqua perchÃ© dallâ€™alto si ordina lâ€™erogazione per poche ore al giorno. Quale oscuro male ci impedisce di controllare lâ€™acqua, il primo bene comune donatoci gratuitamente dalla terra? Non Ã¨ forse il menefreghismo la terribile pandemia che colpisce, senza speranza di ripresa, noi e i nostri politici?</p>
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