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	<title>The Real Life &#187; guerra</title>
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		<title>La guerra Ã¨ pace</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 19:21:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica estera]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-119" title="obama-big brother" src="http://www.thereallife.it/wp/wp-content/uploads/2009/12/obama-big-brother-270x300.jpg" alt="obama-big brother" width="270" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Fra gli imbarazzi dei presenti il nuovo nobel per la neolingua Barack Obama esalta la guerra e la innalza a portatrice di pace. Dipinto come il cambiamento che lâ€™America voleva, come la speranza, la giustizia, Obama non Ã¨ niente di tutto ciÃ². Fatta eccezione per la raffinata, abusata e noiosa tecnica di comunicazione, con le manine sempre in movimento e lo sguardo perso a destra e sinistra, il presidente americano sembra non molto dissimile dei suoi predecessori. La scarsitÃ  di leadership di Bush era giustificata dalla sua ignoranza, cosi come lâ€™inutilitÃ  di Clinton che correva dietro la Lewinsky. Obama invece stupisce, ma non piÃ¹ di tanto, perchÃ© Ã¨ studiato. Ha seguito i corsi, ha unâ€™ottima famiglia, i capelli corti sempre in ordine. Eâ€™ partito alla grande avendo alle spalle sia i pochi centesimi pervenuti da internet durante la campagna elettorale, sia i grandi capitali investiti dalle banche e dalle case farmaceutiche sicure di aver in mano anche questo presidente. Dalle grandi promesse si Ã¨ passato ai fatti, e quelli sono reali, tangibili. Guantanamo ancora in attivitÃ , una finta rivoluzione del sistema sanitario, lâ€™invio in medio oriente di migliaia di truppe suicide. Le sue intenzioni, per i pochi che ancora credevano in lui, sono state ampiamente espresse e chiarite durante il ritiro del nobel per la pace ad Oslo, durante una conferenza rivelatrice. Sostanzialmente il concetto letterario Orwelliano â€œ<em>la guerra Ã¨ pace</em>â€ diviene reale nelle parole di Obama, che piÃ¹ volte sottolinea lâ€™importanza dellâ€™uso della forza e della violenza per mantenere la stabilitÃ  delle nazioni. Nel romanzo <em>1984</em> lo scrittore britannico Orwell descriveva tre superstati (Eurasia, Estasia ed Oceania) in perenne guerra tra di loro. Questa guerra era necessaria per mantenere la dittatura allâ€™interno di ciascun stato, alimentando lâ€™odio fra i tre popoli al fine di non conoscerne le differenze ed i comportamenti, evitando cosi scambi culturali che avrebbero fatto comprendere ai popoli lâ€™importanza della pace e dellâ€™indipendenza dai governi.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo stesso modo Obama terrorizza con le seguenti parole: <em>â€œle tecnologie moderne permettono a pochi piccoli uomini di uccidere migliaia di innocentiâ€.</em> Non si riferiva allâ€™auto attentato delle Twin Towers, ma ad esempio al leader iraniano Ahmadinejad, nemicoÂ  in zona di guerra. Ed ancora <em>â€dobbiamo iniziare riconoscendo una veritÃ  difficile: non potremo sradicare conflitti violenti nel corso della nostra stessa vita. Ci saranno momenti in cui le nazioni sia individualmente sia congiuntamente troveranno lâ€™uso della forza non solo necessario, ma anche giustificabile dal punto di vista moraleâ€. </em>Al termine di questa frase si allaccia ipocritamente alle parole di Martin Luther King bestemmiando cosi <em>â€œvoglio portare avanti il lavoro della non violenzaâ€ </em>e cita Gandhi. Poi si dimentica quello che ha appena detto e rincara la dose <em>â€œil male esiste in tutto il mondoâ€,â€un movimento non violento non avrebbe mai potuto fermare Hitlerâ€ </em>, infatti il presidente Ã¨ ancora convinto che gli americani abbiamo liberato lâ€™Europa dal nazismo scordandosi i finanziamenti dei Rockefeller ai laboratori sperimentali di eugenetica nazisti, se questi non abbiano addirittura coadiuvato lâ€™ascesa del Fuhrer alla cancelleria tedesca.</p>
<div id="attachment_121" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-121" title="Abu-ghraib" src="http://www.thereallife.it/wp/wp-content/uploads/2009/12/Abu-ghraib-300x253.jpg" alt="Abu-ghraib" width="300" height="253" /><p class="wp-caption-text">Soldati americani esportano nuovi metodi di pace e amore</p></div>
<p style="text-align: justify;"><em>â€œLa forza a volte Ã¨ necessariaâ€ </em>continua il fantasma dellâ€™ Obama pre-elettorale, <em>â€œil servizio e il sacrificio dei nostri uomini e donne</em> <em>in uniforme</em> (costretti, per amor di patria e in tempi non sospetti ,a pisciare sopra i cadaveri nelle prigioni di Abu Ghraib <em>nda</em>) <em>hanno promosso pace e prosperitÃ  dalla Germania alla Coreaâ€. â€œAbbiamo sostenuto questo peso </em>(la guerra) <em>non perchÃ© volevamo imporre la nostra volontÃ  ma lo abbiamo fattoÂ  perchÃ© avevamo degli interessi illuminatiâ€. </em>Gli interessi <span style="text-decoration: underline;">degli Illuminati </span>cui si riferisce Obama sono: furto di petrolio, produzione di armi tra cui ordigni nucleari, controllo del commercio dellâ€™oppio, riduzione in schiavitÃ¹, controllo delle masse Â etcâ€¦ compresi tutti i reati contro lâ€™umanitÃ  che vi vengono in mente. Il delirio prosegue <em>â€œgli strumenti della guerra hanno il loro ruolo nel mantenimento della paceâ€, â€œla guerra a volte Ã¨ necessaria&#8221;. </em>Il finale atomico, con buona pace dei sostenitori di Obama che pochi mesi fa alzavano i cartelli ai suoi convegni con su scritto â€œHOPEâ€, inaugura una stagione dellâ€™orrore che vorremmo veramente perderci: <em>â€œUna grande evoluzione delle istituzioni umane, come potrebbe apparire questa evoluzione? Per iniziare io credo che tutte le nazioni devono aderireÂ  agli orientamenti che riguardano lâ€™uso della forzaâ€ </em>citando conseguentemente lo spauracchio 11 settembre. Lo scopo Ã¨ ben chiaro: una guerra eterna e la sottomissione dei popoli con il consenso volente o nolente di tutte le nazioni. Alla mente mi rimbalza subito questa frase di Warburg:Â  <em>â€œChe vi piaccia o no, avremo un governo mondiale, o con il consenso o con la forzaâ€. </em>Pare che Obama, senza che ci fossero dubbi , opterÃ  per la seconda scelta.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=VAlBMIOLznw">Guarda l&#8217;intervento di Obama ad Oslo</a></p>
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