Archivio di ottobre 2009
Non lo sapevi? E’ questo che deciderà il governo italiano entro il 24 novembre a tua insaputa, quando tramuterà in legge il decreto 135 che mercifica l’acqua, principale componente della vita. Entro il 2011 tutto il servizio idrico dovrà essere spartito tra società miste, che però dovranno avere capitale privato per più del 40%. Una nota di questo episodio è che il decreto è stato scritto dalla coppia Fitto – Calderoli (rispettivamente Pdl e Lega), nonostante la Lega sia reduce da una campagna elettorale 2008 all’insegna del federalismo fiscale, ossia la gestione da parte dei comuni, convinti che cosi facendo il nord sarebbe volato via chissà dove. Nell’articolo 15 del decreto 135 si legge: â€Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria (…) a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica (gara pubblica)†ed ancora “gli affidamenti diretti assentiti alla data del 1° ottobre 2003 a società a partecipazione pubblica già quotate in borsa a tale data e a quelle da esse controllate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile, cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio, a condizione che la partecipazione pubblica, si riduca anche progressivamente, attraverso procedure ad evidenza pubblica ovvero forme di collocamento privato presso investitori qualificati e operatori industriali, ad una quota non superiore al 30 per cento entro il 31 dicembre 2012â€. A favore di imprenditori. Questa frase suggerisce previsioni future incompatibili con i diritti dell’uomo. Il possesso da parte dei banchieri della nostra acqua non è certo il massimo a cui si può aspirare. Figuriamoci se le società quotate in borsa, i cui soci privati deterranno il 29% e che devono per natura rispondere ad azionisti sconosciuti e leggi di mercato dettate dalla tirannia delle multinazionali, si preoccuperanno di gestire secondo coscienza gli impianti idrici. Gli intoppi della borsa, per forza di cose, verranno risolti dalla riduzione della portata del nostro rubinetto, reo di sgorgare acqua potabile privata. Cosa avverrà con la privatizzazione della gestione della rete idrica? Innanzitutto anarchia da parte della società proprietaria al momento della gestione dei contratti; scarsa capacità di manutenzione dei depuratori, con conseguenti cause giudiziarie fra comuni e società , dove il cittadino pagherà di tasca propria le spese legali al comune, e l’inaccessibilità all’acqua potabile in maniera congrua agli usi di una società occidentale (educata); riparazioni della rete idrica in caso di perdite inesistente, e sappiamo che con il 30% d’acqua che si disperde prima di arrivare nelle case o nei campi agricoli l’Italia è un grosso colabrodo. Basti pensare che in Abruzzo, Puglia e Sardegna, l’acqua erogata è solo il 50% di quella emessa dai depuratori. Indovinate chi paga il restante 50% non utilizzato? Non le società a capitale misto, le quali guadagneranno dagli utili della gestione, che non verranno ridistribuiti o reinvestiti in manutenzione, come dovrebbe essere nel caso di gestione pubblica democratica, ma finiranno nei caveau delle banche almeno quelli privi di falle nelle tubature.
Immaginiamoci situazioni di disagio per gli utenti, che si vedranno costretti e centellinare l’acqua perché dall’alto si ordina l’erogazione per poche ore al giorno. Quale oscuro male ci impedisce di controllare l’acqua, il primo bene comune donatoci gratuitamente dalla terra? Non è forse il menefreghismo la terribile pandemia che colpisce, senza speranza di ripresa, noi e i nostri politici?
Personale Jesus
written by Depeche Mode
performed by Marilyn Manson
Personal Jesus
Your own personal Jesus
Someone to hear your prayers
Someone who cares
Your own personal Jesus
Someone to hear your prayers
Someone who’s there
Feeling unknown
And you’re all alone
Flesh and bone
By the telephone
Lift up the receiver
I’ll make you a believer
Take second best
Put me to the test
Things on your chest
You need to confess
I will deliver
You know I’m a forgiver
Reach out and touch faith
Reach out and touch faith
Your own personal Jesus…
Feeling unknown
And you’re all alone
Flesh and bone
By the telephone
Lift up the receiver
I’ll make you a believer
I will deliver
You know I’m a forgiver
Reach out and touch faith
Your own personal Jesus
Reach out and touch faith
Trad: Gesù personale
Il tuo Gesù personale
Qualcuno che ascolti le tue preghiere
Qualcuno a cui importi di te
Il tuo Gesù personale
Qualcuno che ascolti le tue preghiere
Qualcuno che sia lì
Ti senti sconosciuto
E sei tutto solo
Carne e ossa
Vicino al telefono
Solleva la cornetta
Farò di te un credente
Prendi la seconda scelta
Mettimi alla prova
Cose nel tuo petto
Che hai bisogno di confessare
Io gliele porterò
Sai che io sono una che perdona
Allunga la mano e tocca la fede
Allunga la mano e tocca la fede
Il tuo Gesù personale…
Ti senti sconosciuto
E sei tutto solo
Carne e ossa
Vicino al telefono
Solleva la cornetta
Farò di te un credente
Io ti porterò
Sai che io sono una che perdona
Allunga la mano e tocca la fede
Il tuo Gesù personale
Allunga la mano e tocca la fede
“Pandemrix è stato autorizzato in circostanze eccezionali. Ciò significa che non è stato possibile ottenere informazioni complete sul vaccino.†E’ l’effetto pandemia, con cui Big Pharma scavalca il benestare dei ministeri della salute.
Con queste parole l’Ente Europeo per la valutazione dei farmaci (EMEA) dichiara di essere consapevole che il vaccino Pandemrix viene iniettato senza conoscerne i rischi e pericoli che, si dice, verranno valutati nel corso della farmacovigilanza, la quale nasce nel periodo subito successivo all’immissione del farmaco sul mercato. Ancora dal documento rilasciato sul vaccino si legge: “La ditta che produce Pandemrix (GlaxoSmithKline nda) raccoglierà informazioni sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino e presenterà questi dati al CHMP (Comitato per i medicinali prodotti ad uso umano) per una valutazioneâ€.
La situazione gioca a favore delle case farmaceutiche. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sotto evidente pressione dei banchieri (i veri maiali della situazione) ha dichiarato lo stato di pandemia nel giugno 2009, non tanto per l’elevata mortalità , ma quanto per la rapida diffusione mondiale del virus H1N1, responsabile fino ad ora di solamente mille morti, la maggior parte di questi già sofferenti di altre gravi patologie. Il breve tempo di sperimentazione dei nuovi vaccini induce a pensare che questi siano stati prodotti in fretta, con i conseguenti disastrosi rischi per la popolazione, o che le migliaia di dosi acquistate dai vari paesi fossero già pronte da mesi e da rifinire nella preparazione. Ognuna di queste ipotesi arriva alla logica conclusione del profitto.
La pandemia è stata fatta scoppiare per tenere buono il popolo e vendere vaccini scadenti. Come se non bastasse il fatto che siano stati creati in Germania dei vaccini di serie A per  politici e soldati, e di serie B per i cittadini rimarca il fatto che qualcosa, nella preparazioni dei vaccini, non torna. Il fatto è questo: forti dell’esperienza con l’influenza aviaria e il suo H5N1, le case farmaceutiche hanno potuto fare indagini di mercato con calma e preparare il nuovo attacco porcino nel 2009, sicuri che l’effetto spauracchio non avrebbe fallito. Con la finta crisi delle banche, Obama che non farà vaccinare le sue due figlie (non è mica scemo) e contemporaneamente dichiara lo stato di emergenza negli Stati Uniti il minestrone mediatico è pronto. Ragion per cui si spiegano da una parte le chilometriche file notturne da parte degli americani desiderosi di accaparrarsi il vaccino prima che si esauriscano le scorte, e dall’altra denuncie di centinaia di casi di danni da vaccino emersi a poche ore dall’inoculazione, e le prime quattro infermiere svedesi morte, che ovviamente facevano parte della categoria a rischio cui si raccomandava la vaccinazione.
Il vaccino a fine estate comincia a puzzare, innanzitutto perché al contrario delle dichiarazioni fatte dagli esperti è presente sia il mercurio sia lo squalene, un coadiuvante che si è accertato essere pericoloso talmente tanto che nel 2004 si interruppe la vaccinazione per l’antrace sui soldati americani. Questi soldati presentavano sintomi simili a quelli della sindrome della guerra del golfo, ossia “sindrome da fatica cronica, perdita di controllo muscolare, cefalee, vertigini e perdita dell’equilibrio, problemi di memoria, dolore muscolare e alle articolazioni, indigestione, problemi dermatologici, fiato corto e anche resistenza all’insulinaâ€.
La teoria della composizione in laboratorio del virus H1N1 si sta facendo largo, ed a suo vantaggio il fatto che il virus presenta caratteristiche che avrebbe sviluppato durante la crescita nelle uova. L’influenza suina che finora non ha contagiato nessun maiale sarebbe quindi una bufala, e visti i precedenti nel 1976, dove in seguito a vaccinazioni forzate morirono 25 soldati per le cause della sindrome di Guillain Barrè, chiunque dotato di cervello non dovrebbe più dare credito alle parole dei ministri della sanità , delle case farmaceutiche, dell’OMS e di tutti quelli che parlano per difendere una multinazionale, di qualsiasi origine essa sia. Nonostante Topo Gigio ci dica che la nuova influenza è una normale influenza, perché vaccinarsi? Forse un po’ maiale, alla vista dei soldi, lo è diventato anche lui.
Cosa è il trattato di Lisbona? Lo dovreste chiedere al parlamento italiano, che lo ha approvato in silenzio, di nascosto e soprattutto all’unanimità un’afosa giornata dell’ agosto 2008, mentre la maggior parte degli italiani costruiva castelli di sabbia o si abbrustoliva al sole.
In poche parole il trattato di Lisbona si potrebbe definire una costituzione europea a tutti gli effetti, che toglie la sovranità ai singoli stati membri dell’unione, facendoci diventare cittadini europei e non più italiani. Cosa c’è di male a far parte dell’europa? Praticamente tutto. Per cominciare le costituzioni nazionali verranno scavalcate dal trattato e quindi rese spazzatura giuridica, per finire alla dissoluzione dei diritti dell’uomo. Perché si chiama trattato e non costituzione europea? In realtà si chiama trattato perché racchiude una serie di modifiche lunghe più di 300 pagine alla vecchia costituzione europea, e perché, se si fosse chiamata “costituzioneâ€, i cittadini avrebbero dovuto esprimere il loro parere attraverso referendum, imprudente manovra agevolmente elusa con l’escamotage del trattato. In Irlanda, dove un po’ di democrazia saldamente attaccata alla poltrona aveva indotto un referendum per l’approvazione del trattato, è successo un grave episodio. A referendum terminato e trattato bocciato dagli irlandesi, è cominciata una campagna terroristica contro i dissidenti, la quale ha portato solo un anno dopo cioè poche settimane fa, al secondo referendum dove questa volta ha trionfato il “Siâ€, con un misterioso e fin troppo largo vantaggio.
I punti caldi di questo trattato:
- Abolizione della sovranità delle nazioni
Formatisi gli Stati Uniti d’Europa (U.S.E.) i parlamenti nazionali non avranno più alcun potere, dunque gli stati risponderanno al più potente parlamento europeo, il quale non avrà comunque nessun potere, visto che lo deterrà la Commissione Europea composta da 27 membri non eletti dai cittadini.
- Disintegrazione del diritto di sciopero
Quando la penna ferisce più della spada. In questo caso nessuno impedisce agli operai di scioperare per un qualsivoglia motivo, ma questo non deve interferire con il pubblico servizio, del quale va garantito il corretto svolgimento. Ed è questa la vera anima dello sciopero, attirare su di sé i riflettori frenando l’eventuale produzione in corso, per richiedere rinnovi ai contratti, orari di lavoro più flessibili o diritti precedentemente negati.
- Pena di morte in caso di sommosse popolari
Questa è tosta. Ricordiamo che in Italia la pena di morte era prevista fino all’arriva della Costituzione nel 1948, ma era presente nell’articolo 21 del Codice penale militare fino al 1994, poi abrogata anche da li. L’articolo recitava: “La pena di morte si esegue, mediante fucilazione, nell’interno di uno stabilimento penitenziario, ovvero in un altro luogo indicato dal Ministro della giustizia. L’esecuzione non è pubblica, salvo che il Ministro della Giustizia disponga altrimenti.†Teoricamente la possibilità di una fucilazione in piazza c’era, e nel caso, il Ministro poteva togliersi lo sfizio di assistere ad uno spettacolo ottocentesco con sentita partecipazione da parte del condannato.
In un futuro prossimo, senza sovranità e con la Costituzione diventata carta straccia all’Italia non rimane che sottostare al Trattato di Lisbona, che in merito alla sopracitata pena, all’articolo 2 si esprime cosi:
“1. Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il delitto è punito dalla legge con tale pena.
2c. per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o una insurrezioneâ€.
Ottimo, ricordate la massima dell’avvocato Ghedini “la legge è uguale per tutti, ma non sempre la sua applicazioneâ€? Questa perla vi fa capire come con le parole si può mascherare qualcosa di potenzialmente pericoloso, come una sentenza di morte. “Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita†ci tranquillizza, ma continuando a leggere emerge dall’oscurità e con strisciante inquietudine la dicitura “salvo che…â€. E quella parola “salvo†che in un altro contesto tranquillizzerebbe gli animi,  è in disaccordo con le parole “diritto alla vita protetto dalla leggeâ€. Di fatto si può essere condannati alla pena capitale ovvero uccisi, sia in tribunale, sia accidentalmente durante una sommossa. Per sommossa si intende un’azione violenta della massa nei confronti delle forze dell’ordine o di chiunque altro durante una manifestazione, praticamente una ribellione. E se la massa manifestante dapprima tranquilla, come nel caso dell’allargamento della base americana di Vicenza, o dei sit-in di Chiaiano contro la riapertura delle discariche, esasperata dall’irruenza dei militari e per ragioni di difesa contro il manganello fosse costretta ad usare la forza per divincolarsi? Anche in quei casi i manifestanti potrebbero essere legalmente soppressi attraverso raffiche di mitra nella folla? La risposta la conoscete.
Questi sono punti molto importanti che il Trattato ha approvato di nascosto, a beneficio dei burattinai che giocano nella stanza dei bottoni, e che senza girarci troppo attorno ci accorgiamo essere i soliti banchieri.
Sono le parole che deve aver pensato Grazianeddu Mesina, celebre bandito sardo,  alla proposta di partecipazione all’isola dei famosi 2010, programma culturale della RAI rivolto ai neolaureati in ingegneria nucleare. Chi è quest’uomo e perché all’isola dei famosi? Alla seconda domanda non esiste risposta sensata, alla prima si.  Su wikipedia viene definito “ex banditoâ€, io son dell’idea che uno che viene arrestato a 14 anni per porto d’armi abusivo, e tra un rapimento e un omicidio si faccia in totale  40 anni di carcere e infinite rocambolesche  evasioni, bandito lo rimanga sempre. Bandito ad honorem. Nel 2004 Ciampi lo grazia, facendolo uscire dal carcere dopo 11 anni di detenzione consecutivi senza permessi. Ora a 67 anni Mesina fa da guida turistica nei luoghi delle sue fughe degne di un film hollywoodiano, ed ha un’agenzia di viaggi a Padova. È un personaggio che ama stare davanti ai riflettori, come del resto i suoi simili in giacca e cravatta. Chi pensava che il baratro in cui fosse sé caduta la tv italiana fosse profondo si deve un attimino ricredere, diciamo che ancora non si vede chiaro il fondo. E chissà che Grazianeddu non ci faccia un’altra sorpresa riuscendo ad evadere anche dall’isola dei famosi, magari per rapire Simona Ventura e portarla lontano lontano, senza cibo ne acqua per tre mesi, in onore dei vecchi tempi passati.
E cosi, dopo la verve sfoggiata in campagna elettorale, il neo premio Nobel per la pace Barack Obama, dopo solo un anno dalle elezioni, si ritrova a giocarsi il mandato con l’affare sanità . Puntati su di lui i riflettori di Big Pharma, che con forti pressioni e attività di lobbying nelle poltrone del Congresso, cerca di azzerare le speranze dei democratici intenti ad estendere l’assistenza sanitaria a tutti gli americani. Il piano Obama da mille miliardi di dollari in dieci anni prevede riduzioni dei costi dei medicinali, controlli a tappeto per i manager della sanità per evitare sperperi e aumento della pressione fiscale per le grandi compagnie assicurative. Queste dal canto loro non possono far altro che agire di conseguenza tentando di dividere le due ali del partito di Obama, le quali non trovano accordo sull’entrata nel mercato degli USA come grande polo assicurativo in contrapposizione alle compagnie private. Cosa che avverrà comunque se, scegliendo di rimanere allo stato attuale, le compagnie assicurative non dovessero rispettare gli accordi della riforma che ha nel frattempo incassato il si della commissione finanze.
E se Obama dovesse fallire? Intanto ha fallito già non chiudendo il lager Guantanamo e rafforzando in silenzio le truppe in Afghanistan, con l’invio di 13.000 soldati “non combattentiâ€, cioè che imbracceranno i fucili solo a telecamere spente. Senza contare che il premio Nobel beffa arriva mentre gli USA acquistano dalla ditta californiana Moller la fantascientifica Skycar, che permetterà lo spostamento delle truppe anche nei terreni minati e sconnessi del Medio-Oriente.
Ci ritroviamo ad avere un Super Obama intransigente nella sanità ma un povero Clark Kent incapace di reagire per quanto riguarda la guerra. Questo ci fa capire che se la riforma sanitaria passerà sarà solo per volere delle case farmaceutiche, mentre in Afghanistan finché ci saranno degli interessi da difendere l’industria bellica non mollerà l’osso… Obama o non Obama.