Topo Gigio durante la terapia

Il simbolo italiano della propaganda a favore del vaccino contro l’influenza H1N1 si è spento nella notte dopo una lunga malattia. Aveva cinquantuno anni. Vittima della sindrome di Guillain-Barré non era apparso più in pubblico dal giorno in cui aveva accusato il primo malessere.

Il celebre topo televisivo era stato sottoposto a vaccinazione forzata sul finire del 2009 mentre lo spettro della nuova influenza aleggiava sulle teste degli italioti. Una settimana dopo l’inoculazione, i primi sintomi paralizzanti che, dopo la rachicentesi, non lasciavano spazio a nessun’altra diagnosi: sindrome di Guillain-Barré. Prima che i media potessero avventarsi sul corpo del topo, la paralisi dagli arti inferiori si era estesa agli arti superiori, lasciando l’ex cavia inerme sul proprio letto.

Dopo cinque mesi di sofferenze terribili e terapie fallimentari, l’insufficienza respiratoria che si abbatte sul corpo già debilitato si aggrava, portando i polmoni del topo a paralizzarsi completamente, lo conduce alla morte. I famigliari infuriati hanno già presentato un esposto alla Procura della Repubblica chiedendo i risarcimenti danni alla casa farmaceutica distributrice del vaccino.

Topo Gigio era nato nel 1951 in un laboratorio di ricerca nel milanese, figlio di Anna e Ambrogio Gigio, ed era stato sottoposto a numerosi esperimenti prima della liberazione, avvenuta per mano degli americani nella prima metà degli anni sessanta. Di lui ricordiamo numerose comparse televisive sulla RAI e la fatale campagna promozionale 2009 a favore di quello stesso vaccino che ha consumato il suo corpo.

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Quante campagne elettorali, quanti scontri, quanti insulti ha vissuto l’Italia? Quante volte a turno comunisti e fascisti hanno preso in mano le redini del nostro paese? Eppure al momento di prendere le decisioni più importanti, le discrepanze sono sparite e gli insulti trasformati in strette di mano. Tutti a favore del nucleare, tutti a favore del trattato di Lisbona, tutti a favore della guerra in Afghanistan. Perché? La risposta è sin troppo facile. Anni di propaganda hanno diviso il popolo aizzando uno contro l’altro nel semplice compito di distrarli dai reali problemi e dalle reali manipolazioni che avvengono ai piani alti. Il 2010 come il 1910, come il 1810. Abbiamo sempre e solo visto partiti che si dividono la torta. A volte più cioccolato a sinistra, a volte più panna a destra, ma sempre a discapito di quel popolo inerme che spera di agguantare una briciola da quelle fette di torta che gli passano sotto il naso ma che non riesce ad assaporare perché privo della bocca per mangiarle. La stessa bocca che lancia insulti e bestemmia contro gli elettori del partito opposto e che si paralizza sempre quando da riscuotere ci sono i propri diritti. Ogni volta dunque, a ogni campagna elettorale  i cittadini pendono dalle labbra dei loro falsi rappresentanti ed utilizzano, per screditare l’altro, la regola  “io sono il migliore tu sei il peggiore”. Cosi si perdono di vista per sempre le cose comune a tutti quali la salute, la felicità, il lavoro, la famiglia. E anche se qualcuno si azzarda a far comprendere che la collaborazione nel popolo è assente si far presto a sbeffeggiarlo e a prender di nuovo posizione a favore del proprio partito, perché di nuovo “il mio è migliore del tuo e questa volta mi fido”.

Che cosa possono fare i reduci di questi violenti scontri verbali e fisici che i partiti istigano, divertendosi alle spalle dei loro sostenitori? Beh, pensino innanzitutto a se stessi e a rispettare la loro morale, si vedrà che alla fine tutto rimarrà uguale.

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Le centrali nucleari non sono sicure, esiste il problema dello stoccaggio delle scorie, ci sono migliori fonti di energia pulita e rinnovabile! Poi si il governò si destò dall’incubo, si asciugò la fronte e tornò ad imporre il nucleare, croce degli italiani, delizia dell’ENEL.

E così siamo punto e a capo, di nuovo a lottare contro gli sprechi economici, contro la prepotenza, contro l’inquinamento. Non basta mettere a confronto due modelli di produzione di energia nettamente differenti come il nucleare e il fotovoltaico, non basta far comprendere a mezzo mondo che le scorie prodotte dalle centrali non si possono stoccare per migliaia di anni senza produrre danni catastrofici, non basta pagare una bolletta salata a privati comprendente sovrattasse dai nomi sconosciuti, non basta tutto ciò: bisogna scendere in piazza e farsi manganellare la schiena come pretende un governo che arbitrariamente ed incostituzionalmente impone scelte contrarie alla volontà del popolo. Di quel referendum dell’87, ormai calpestato con tanta indifferenza da quei quattro xenofobi che siedono ai posti di comando, rimane solo un flebile ricordo. Già da allora si tentava di frenare la rabbia post-Chernobyl, ponendo dei quesiti referendari che candidamente sbollentavano gli spiriti degli ambientalisti frenando l’ENEL, ma che di fatto non si opponevano totalmente e fermamente all’energia nucleare. Dopo vent’anni, mentre tutti fanno marcia indietro sulla costruzione di nuovi reattori, perché insicuri e non efficienti, l’Italia con una capriola storta torna negli anni 70 e promette nuovi posti di lavoro, più energia per tutti, bollette meno care e tutto quello che di idiota ci si può inventare.

Ci risiamo dunque, con il sole tanto adorato dai nostri avi che sta gratuitamente lì fermo ad aspettare di essere utilizzato, con l’allegro vento che non viene intralciato da nessuna pala eolica, con l’energia termica che continua calma e placida e tenersi per sé il benefico calore, con la madre terra che si è stufata di essere inquinata dai soliti fetenti in attesa che si denuclearizzino il cervello.

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Mai come negli ultimi dieci anni la terra ha vissuto nella minaccia continua, nel terrore, nella frustrazione, e nella paura che un evento possa sconvolgere, se non terminare, le vite di ognuno di noi.

Le tecniche del terrore, già ampiamente utilizzate in passato da religiosi e dittatori, si sono affinate dai fatti dell’11 settembre in poi, quando le torri gemelle a New York si sbriciolarono sotto gli occhi di tutto il mondo in “diretta” tv. Con i suoi duemila morti, la prima vera tragedia che metteva a repentaglio il mondo occidentale, quello ritenuto intoccabile e immune dalle guerre. Da allora anche l’Europa, esclusa dal finto terrorismo internazionale ed alle prese con le guerriglie brigatiste in Italia, con l’Eta in Spagna e via discorrendo, entra a far parte del mondo americano del terrore, dove la vita di ciascun abitante è sempre in pericolo.

Il pericolo dietro l’angolo assume stagionalmente forme e volti diversi. A gennaio i capri espiatori sono malasanità e meningite, poi a turno videogiochi violenti, rivolte di immigrati, negozi cinesi, il riscaldamento globale, satana, internet, musulmani, antrace e guerre biologiche, crisi economiche e terroristi in aeroporto. Per non parlare delle tre – quattro pandemie che negli ultimi anni hanno colpito miliardi di persone nei telegiornali e provocato quando è andata male al massimo 500 morti a giro, senza contare quelli contagiati dai virus, che fanno sempre numero, ma deceduti a causa di cancri o patologie respiratorie o altro. La società dove tutto è instabile ha bisogno sempre della mano amica del governo, sempre pronto quasi casualmente a porre rimedio al caos, ad annullare i problemi del mondo, a salvare il cittadino in pericolo come nel più banale dei fumetti. La parte che più stupisce è che se il supereroe impersonato dal governo si presenta preparato all’attacco, il cittadino, quasi per magia, si ritrova sempre inguaiato e desideroso di ricevere aiuto. Ci casca sempre, è inutile ogni tentativo di comunicargli la sua ridicola situazione. E’ impossibile fargli capire che la sua situazione è frutto del solito gioco in cui lui, con il suo silenzio assenso, è complice e fautore.

Il cittadino bisognoso lo vediamo nelle file davanti agli ambulatori pronto, con la manica alzata, con il suo sorriso che ci rivela furbizia, a ricevere quel vaccino preparato e pensato vent’anni prima e stoccato in magazzini militari, pubblicizzato come nuovo, ma efficace e quindi adatto all’uso. Sempre lo stesso cittadino fa scorte di cibo in attesa che i virus invadano il paese impedendo alla popolazione di frequentare posti chiusi, evitando cosi la propagazione della “malattia”. Spesso bestemmia contro la tv quando vi appare un arabo o un marocchino, grida al terrorismo, dice che una bomba risolverebbe la questione del medio oriente, sempre che sappia dove si trova il medio oriente. Talvolta non prende l’aereo, perché in periodi contemporanei, a cinquemila chilometri di distanza, scaltri agenti hanno impedito un attentato in un aereo di linea, arrestando tempestivamente il talebano mentre, ormai seduto sull’aereo, si accingeva a farsi esplodere. Con un occhio si accorge che misteriosamente d’estate fa sempre più caldo e che l’anno in corso è il più caldo degli ultimi centocinquanta, ma con l’altro occhio non si rende conto che d’inverno fa sempre freddo come da centocinquanta milioni di anni o più da questa parte. Ma è lo stesso che non si accorge che il mercurio scomparso dal suo termometro è finito nel pranzo e nei vaccini. Non stupisce invece, che finanzi passivamente attraverso il suo conto in banca, la guerra perenne dell’America contro X o Y, perché secondo lui, anche se non lo ammetterà mai, solo i bianchi devono dominare il mondo.

Dunque avviamo un falso secolo fresco e rivoluzionario, fotocopiando il precedente ricco di menzogne e complotti, ma questa volta con la consapevolezza che, continuando di questo passo, fra pochissimo il punto di non ritorno sarà fatale.

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obama-big brother

Fra gli imbarazzi dei presenti il nuovo nobel per la neolingua Barack Obama esalta la guerra e la innalza a portatrice di pace. Dipinto come il cambiamento che l’America voleva, come la speranza, la giustizia, Obama non è niente di tutto ciò. Fatta eccezione per la raffinata, abusata e noiosa tecnica di comunicazione, con le manine sempre in movimento e lo sguardo perso a destra e sinistra, il presidente americano sembra non molto dissimile dei suoi predecessori. La scarsità di leadership di Bush era giustificata dalla sua ignoranza, cosi come l’inutilità di Clinton che correva dietro la Lewinsky. Obama invece stupisce, ma non più di tanto, perché è studiato. Ha seguito i corsi, ha un’ottima famiglia, i capelli corti sempre in ordine. E’ partito alla grande avendo alle spalle sia i pochi centesimi pervenuti da internet durante la campagna elettorale, sia i grandi capitali investiti dalle banche e dalle case farmaceutiche sicure di aver in mano anche questo presidente. Dalle grandi promesse si è passato ai fatti, e quelli sono reali, tangibili. Guantanamo ancora in attività, una finta rivoluzione del sistema sanitario, l’invio in medio oriente di migliaia di truppe suicide. Le sue intenzioni, per i pochi che ancora credevano in lui, sono state ampiamente espresse e chiarite durante il ritiro del nobel per la pace ad Oslo, durante una conferenza rivelatrice. Sostanzialmente il concetto letterario Orwelliano “la guerra è pace” diviene reale nelle parole di Obama, che più volte sottolinea l’importanza dell’uso della forza e della violenza per mantenere la stabilità delle nazioni. Nel romanzo 1984 lo scrittore britannico Orwell descriveva tre superstati (Eurasia, Estasia ed Oceania) in perenne guerra tra di loro. Questa guerra era necessaria per mantenere la dittatura all’interno di ciascun stato, alimentando l’odio fra i tre popoli al fine di non conoscerne le differenze ed i comportamenti, evitando cosi scambi culturali che avrebbero fatto comprendere ai popoli l’importanza della pace e dell’indipendenza dai governi.

Allo stesso modo Obama terrorizza con le seguenti parole: “le tecnologie moderne permettono a pochi piccoli uomini di uccidere migliaia di innocenti”. Non si riferiva all’auto attentato delle Twin Towers, ma ad esempio al leader iraniano Ahmadinejad, nemico  in zona di guerra. Ed ancora ”dobbiamo iniziare riconoscendo una verità difficile: non potremo sradicare conflitti violenti nel corso della nostra stessa vita. Ci saranno momenti in cui le nazioni sia individualmente sia congiuntamente troveranno l’uso della forza non solo necessario, ma anche giustificabile dal punto di vista morale”. Al termine di questa frase si allaccia ipocritamente alle parole di Martin Luther King bestemmiando cosi “voglio portare avanti il lavoro della non violenza” e cita Gandhi. Poi si dimentica quello che ha appena detto e rincara la dose “il male esiste in tutto il mondo”,”un movimento non violento non avrebbe mai potuto fermare Hitler” , infatti il presidente è ancora convinto che gli americani abbiamo liberato l’Europa dal nazismo scordandosi i finanziamenti dei Rockefeller ai laboratori sperimentali di eugenetica nazisti, se questi non abbiano addirittura coadiuvato l’ascesa del Fuhrer alla cancelleria tedesca.

Abu-ghraib

Soldati americani esportano nuovi metodi di pace e amore

“La forza a volte è necessaria” continua il fantasma dell’ Obama pre-elettorale, “il servizio e il sacrificio dei nostri uomini e donne in uniforme (costretti, per amor di patria e in tempi non sospetti ,a pisciare sopra i cadaveri nelle prigioni di Abu Ghraib nda) hanno promosso pace e prosperità dalla Germania alla Corea”. “Abbiamo sostenuto questo peso (la guerra) non perché volevamo imporre la nostra volontà ma lo abbiamo fatto  perché avevamo degli interessi illuminati”. Gli interessi degli Illuminati cui si riferisce Obama sono: furto di petrolio, produzione di armi tra cui ordigni nucleari, controllo del commercio dell’oppio, riduzione in schiavitù, controllo delle masse  etc… compresi tutti i reati contro l’umanità che vi vengono in mente. Il delirio prosegue “gli strumenti della guerra hanno il loro ruolo nel mantenimento della pace”, “la guerra a volte è necessaria”. Il finale atomico, con buona pace dei sostenitori di Obama che pochi mesi fa alzavano i cartelli ai suoi convegni con su scritto “HOPE”, inaugura una stagione dell’orrore che vorremmo veramente perderci: “Una grande evoluzione delle istituzioni umane, come potrebbe apparire questa evoluzione? Per iniziare io credo che tutte le nazioni devono aderire  agli orientamenti che riguardano l’uso della forza” citando conseguentemente lo spauracchio 11 settembre. Lo scopo è ben chiaro: una guerra eterna e la sottomissione dei popoli con il consenso volente o nolente di tutte le nazioni. Alla mente mi rimbalza subito questa frase di Warburg:  “Che vi piaccia o no, avremo un governo mondiale, o con il consenso o con la forza”. Pare che Obama, senza che ci fossero dubbi , opterà per la seconda scelta.

Guarda l’intervento di Obama ad Oslo

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Muse – Uprising -

The paranoia is in bloom, the PR
The transmissions will resume
They’ll try to push drugs
Keep us all dumbed down and hope that
We will never see the truth around
(So come on!)

Another promise, another scene, another
A package not to keep us trapped in greed
With all the green belts wrapped around our minds
And endless red tape to keep the truth confined
(So come on!)

Chorus
They will not force us
They will stop degrading us
They will not control us
We will be victorious

Interchanging mind control
Come let the revolution take its toll if you could
Flick the switch and open your third eye, you’d see that
We should never be afraid to die
(So come on!)

Rise up and take the power back, it’s time that
The fat cats had a heart attack, you know that
Their time is coming to an end
We have to unify and watch our flag ascend

Chorus
They will not force us
They will stop degrading us
They will not control us
We will be victorious

Hey .. hey … hey .. hey!
(repeat)

Chorus
They will not force us
They will stop degrading us
They will not control us
We will be victorious

Hey .. hey … hey .. hey!
(repeat)

Sommossa (trad.)

La paranoia è in fiore, il PR
le trasmissioni riprenderanno
cercheranno di spingere avanti le droghe
mantenendoci tutti ad un livello più basso
e sperano che noi non vedremo mai la verit�
(quindi, forza!)

un’altra promessa, un altro scenario, un altro
un sistema fatto per non farci tenere
intrappolati con avidit�
con tutte quelle cinture verdi
strette attorno alle nostre menti
e un infinito nastro rosso che
tenga la verità confinata
(quindi, forza!)

non ci costringeranno
finiranno di degradarci
non avranno più controllo su di noi
ne usciremo vittoriosi

scambiando il controllo delle menti
lascia che la rivoluzione mieta
le sue vittime, se puoi
accendi l’interruttore
ed apri il tuo terzo occhio, vedrai che
non dovremmo mai avere paura di morire
(quindi, forza!)

alzati e riprenditi il potere,
è il momento che il gatto grasso
abbia un infarto, tu sai che
la loro ora sta arrivando
dobbiamo unirci e guarderemo
la nostra bandiera alzarsi

non ci costringeranno
finiranno di degradarci
non avranno più controllo su di noi
ne usciremo vittoriosi

alzati e riprenditi il potere,
è il momento…

non ci costringeranno
finiranno di degradarci
non avranno più controllo su di noi
ne usciremo vittoriosi

non ci costringeranno
finiranno di degradarci
non avranno più controllo su di noi
ne usciremo vittoriosi

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microchipdi Ryke Geerd Hamer

Vaccinazione: in verità impianto massivo di un chip attraverso iniezione

È tutto così semplice: 130 anni fa si era supposto che esistessero dei virus, che potessero scatenare malattie (Pasteur 1822-1895). Per queste malattie, causate da virus, s’intendevano l’influenza, herpes labialis, morbillo, varicella ecc. tutte malattie “calde” che secondo la Germanica non sono altro che fasi di riparazione (fasi PCL) all’interno di un SBS – programma biologicamente sensato; si tratta di ricostruzioni susseguenti a ulcera precedente.

Ma dopo la morte di Pasteur è venuto fuori che la gran parte dei suoi risultati di ricerca erano dei falsi (da lui falsificati). In più ai suoi tempi l’esistenza dei virus veniva solo dimostrata in maniera ipotetica, poiché era già difficile poter vedere dei batteri (esseri unicellulari) attraverso i microscopi di allora (per i virus veniva supposta una grandezza corrispondente a 1/1000 o 1/10000 di un batterio). Più tardi, anche con microscopi più sofisticati (microscopio elettronico a scansione) non era ancora possibile vedere questi virus e allora si è fatta l’ipotesi aggiuntiva che i virus si potessero moltiplicare solo all’interno di organismi viventi. Ma anche quest’ipotesi non poteva essere dimostrata da alcuno.

Siccome allora ci si immaginava che la cosiddetta “malattia” (secondo la NMG, la fase PCL) incominciasse con la “fase di guarigione”, ovvero la “fase di guarigione” (ai quei tempi) venisse vista come la “malattia”, i virus avrebbero dovuto moltiplicarsi in questa fase PCL. Ma questo non è stato dimostrato da nessuno.

E della 2°, la fase “calda” della (erroneamente chiamata) malattia, in questa seconda fase pcl (fase di riparazione-guarigione) non si può parlare dell’esistenza di qualcosa che faccia ammalare la persona (di patogeno). Non si può dire che i virus (la cui esistenza è solo supposta ipoteticamente) sono quelli che fanno ammalare. Non esistono virus che fanno ammalare.

Non è mai stato possibile scoprire dei virus, ne quelli che fanno ammalare, ne altri., ne la moltiplicazione dei virus. Anche il virus dell’AIDS non esiste. Perfino il suo scopritore, il signor Montagnier, alcuni anni fa ha detto che lui non aveva mai visto il virus dell’AIDS. Ma è stato comunque insegnito del premio nobel.

Anche l’industria farmaceutica si fa venire in mente molti trucchi per far supporre l’esistenza di questi virus. Una giornalista austriaca ha intentato una causa contro FBI, WHO; UNO e il capo dell’FBI OBAMA, dicendo che la ditta BAXTER SPA, controllata di BAXTER INTERNATIONAL, ha liberato 72 kg del “attivo virus dell’aviaria Z” Questi virus dell’aviaria sarebbero poi stati spediti dalla WHO a 16 laboratori di 4 paesi nell’inverno 2008.

Il proposito propagandistico è di far dire al cittadino medio: “Ma perché questi discutono ancora se un virus esista veramente o no, se 72 kg di virus sono stati spediti in giro per i laboratori? La pericolosità di questi virus poi si vede in tv, nei tg: interi allevamenti di polli devono essere rasi al suolo, gasati e resi inoffensivi.”

L’obiettivo è quello di generare panico con il far credere alle persone che esistano davvero 72 kg di un virus altamente infettivo. In verità non esistono questi virus, ma soprattutto non esistono virus infettivi. Si parla di dimostrazione indiretta dell’esistenza dei virus. Ma non esistono i virus.

Ma se non esiste il virus, contro cosa ci si lascia vaccinare? E che effetti causa questa pseudo-vaccinazione quando ci si trova nella fase di riparazione-guarigione?

Tutte le vaccinazioni, da quando esistono, sono una grande truffa. E partendo dal fatto che già non esistono i virus, così come non esiste la moltiplicazione di questo inesistente virus che ci dovrebbe far ammalare e inoltre che ci si dica di dover fare questo vaccino contro questo inesistente virus, bene tutto questo non è altro che un gioco di prestigio alla Pasteur.

Ma quali sono le condizioni affinché una vaccinazione (così come ci viene presentata ufficialmente) con qualsivoglia siero sia sensata (sempre secondo quello che ci dicono ufficialmente)?

1.il siero dovrebbe agire nella fase-PCL, poiché l’ipotetico virus è definito per la fase-PCL (per influenza, herpes labialis, morbillo, varicella). Il siero allora dovrebbe agire come una chemio. Ma si è dimostrato che la chemio è un delitto. 98% dei trattati muore con la chemioterapia

2 siccome non esiste un virus non è possibile nemmeno creare un serio specifico la cui somministrazione abbia un senso: questo vuol dire che si tratta evidentemente di un siero composto da un miscuglio di veleno in stile chemio che interviene nella fase-PCL e la sopprime(la distrugge). È lo stesso principio chemioterapia-cancro (si interviene ricacciando indietro la fase-PCL)

Nessuno pensa che l’interesse dell’industria farmaceutica sia quella di combattere i canonici 3 giorni di febbre attraverso la somministrazione di un veleno altamente concentrato, tutto questo senza seguire le leggi biologiche. Qualè allora il senso di questa vaccinazione-profilassi?

La risposta è chiara: alla popolazione deve essere impiantato, a tappeto, un chip attraverso iniezione. Questo attraverso il “killer-chip” cinese che poco tempo fa qualcuno ha cercato di far patentare (registrare). E questo chip serve al dominio sulla terra. Così si ha il potere incontrollato sul mondo e la possibilità di uccidere con un solo bottone qualsivoglia persona (critica) in ogni posto del mondo, ad ogni ora tramite satellite, tutto questo molto più facilmente e velocemente che non attraverso chemio o morfina. Sarebbe tutto così semplice.

Può essere che tutto questo sembri solo la trama di un romanzo science-fiction, ma purtroppo non è cosí. Ricordatevi, già anni fa vi ho ricordato continuamente il fatto che gli ebrei praticano la Nuova Medicina Germanica in maniera esclusiva. In opposizione a questo i non–ebrei vengono eliminati per il 98% in seguito a chemio e morfina.

Questo killer-chip è la chance per il genocidio rapidissimo.

Potete credermi o no. Non tutte le persone (come me) hanno il naso per intenti criminali, ma in futuro vi ricorderete sicuramente delle mie parole.

Il vostro Ryke Geerd

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Ryke Geerd Hamer Fra tutte le medicine cosiddette “alternative” che mi è capitato di esaminare, la Nuova Medicina Germanica è stata quella con il più difficile grado di comprensione. C’è voluto più di un anno per mettere a fuoco quello che avevo appena appreso, e questo anno non poteva che essere solo il cammino verso l’accesso ad un mondo apparentemente capovolto, ma logico e sensato più di ogni altro.

Vi faccio un esempio: sapete, è difficile camminare a testa in giù correttamente (persona A) mentre ci si accorge che tutti gli altri che camminano dritti (persona B), paradossalmente, sbagliano, creando attrito tra le due persone. Questo avviene non tanto per aver fatto scoperte relativamente importanti, ma quanto perché improvvisamente la comunicazione, fra due persone che camminano in modo diverso, si logora in modo irrimediabile. Non c’è ragione! Per ristabilire la comunicazione occorre essenzialmente che qualcuno dei due si uniformi al verso dell’altro. Ma a questo punto si presentano tre situazioni:

1)  Le due persone continuano a camminare per il proprio verso

2)  La persona B comincia  a camminare a testa in giù

3) La persona  A torna a camminare dritta

Nel primo punto la comunicazione tra le due persone avviene in due lingue diverse. La persona A è entusiasta della sua nuova scoperta, vuole urlare al mondo ciò che ha imparato, pensa che ancora qualcuno meriti di sapere ciò che le ha cambiato la vita in meglio e barcollando tenta di trasmettere questa sua gioia ad altri. La persona B in questa comunicazione è scettica e negativa. Guarda la persona A con disprezzo, crede sia vittima di qualche truffatore come se ne vedono molti in tv, giacché quella è la sua bibbia da dove attinge verità e cultura. La persona B insulta e sbraita pesantemente contro la persona A, dice che le hanno fatto il lavaggio del cervello e che da sempre la verità ufficiale smentisce tutte le porcherie appena apprese dalla persona A, la quale inizialmente felice, si ritrova poi sola ed abbandonata a se stessa. In questo stato di abbandono continua i suoi studi ed acquista sicurezza fino a tornare ad essere soddisfatta per le sue scoperte ma amareggiata per non essere riuscita a trasmettere ad altri le sue emozioni. La persona A non è arrabbiata con la persona B, ma non potrà più comunicare con lei perché la ritiene “indietro”. La persona B vede la persona A come una matta da rinchiudere e sminuisce continuamente le sue azioni e i suoi comportamenti. La comunicazione tra i due è interrotta per sempre. Questo è quello che succede quando la persona A conosce la Germanica. Capisce che è fuori dalla società.

Nel secondo punto avviene una cosa meravigliosa. Verificato che la persona A abbia detto il giusto e provato su se stessa le gioie di queste nuove scoperte, la persona B non può far altro che cominciare a camminare a testa in giù notando con suo dispiacere che gli altri che camminano dritti, di cui lei faceva parte poco prima, vanno nella direzione sbagliata. La comunicazione tra le due persone è intensa, motivata e raggiunge un livello superiore di consapevolezza. La felicità raddoppia e il senso di solitudine si appiana anche se rimane latente. Gli studi avanzano più velocemente e nei momenti di sbandamento di uno dei due l’altra da la forza a tutte e due di continuare. E’ un’esperienza nuova, ed un nuovo modo di vedere il mondo viene sperimentato da ambedue le persone.

Nel terzo punto avviene la tragedia, da cui non si ritorna indietro. La persona A è appagata delle sue nuove scoperte e cerca di diffonderle a tutti. E’ ancora nella fase iniziale, dove i dubbi sono tanti e lo studio non sempre prontamente risponde alle domande sorte. La persona B è molto aggressiva, fa leva sui punti deboli della persona A che, sola per aver appunto camminato per poco a testa in giù, torna a raddrizzarsi, questa volta per sempre. Sarà la prima, quando si presenterà l’opportunità, ad attaccare con violenza tutti quelli che tenteranno di camminare a testa in giù, e spesso sarà artefice di crudeli vittorie. La comunicazione fra le due persone è ristabilita, ma non vi sarà fra di loro opportunità di studio, dato che la sapienza impadronitasi dei loro corpi non le abbandonerà.

HHQuando Vittorio Emanuele imbracciò il fucile, la notte del 18 agosto 1978, e sparò colpendo Dirk Hamer alla  gamba, cambiò inconsapevolmente il destino della medicina. Dirk morì nel mese di dicembre di quell’anno lasciò  al padre, il dottor Hamer, un’eredità importante.

In seguito a questo episodio lo stesso Hamer si ammalò di cancro al testicolo, e da genio quale si rivelò fece  semplicemente 2+2. Dapprima chiese alle sue pazienti, nei reparti dove lavorava, se anche loro avessero avuto  uno shock particolare prima della malattia. Trovò conferma. La teoria della genesi del cancro come neoplasia  formatasi da una cellula impazzita stava cominciando a tremare, e il dottor Hamer con la forza nel cuore del  figlio  scomparso fece in poco tempo piazza pulita delle vecchie ipotesi. Le basi della Nuova Medicina, poi  ribattezzata Germanica, in capo a circa dieci anni erano pronte. Lo sconvolgimento della medicina è totale. Diagnosi approssimative vengono rimpiazzate dalle attente letture delle TAC cerebrali, dove si notano focolai  (HH, focolai di Hamer appunto) in determinati punti del cervello che, a seconda della loro evoluzione, esprimono  lo stato corrente della malattie. Da qui nascono le costellazioni (insiemi di focolai in diverse aree del  cervello), e il capovolgimento diagnostico rivaluta anche la psicologia rimettendo in gioco il paziente  considerato fino ad un attimo prima un pazzo incurabile. Il muro del cancro è abbattuto ed ora anche psicosi, manie, deviazioni, depressioni, infarti, ictus, patologie di vario genere, vengono ridefinite in canoni germanici  prendendo il nome di conflitti biologici. La malattia non è vista più come una maledizione, una punizione o una  disgrazia piombata all’improvviso nella vita della persona, ma piuttosto è vista come perfetto processo biologico in linea con il vissuto del paziente. La malattia come viene considerata oggi viene compresa profondamente ed il suo concetto rinnovato, ora è la coppia corpo/mente che gestisce l’omeostasi del paziente. Sparisce il demonio che ti invade non lasciandoti scampo, facendo spazio alla sovranità del paziente sulla sua salute. Ma il mondo accademico, corrotto e spavaldo, non accetta la comprensione del corpo umano. Si è ancora legati alle vecchie ipotesi, alle statistiche ed ai profitti, che con la Germanica verrebbero meno.

Durante le scoperte della Germanica ad Hamer, viene tolta la possibilità di svolgere la professione del medico. Come Galileo, per poter di nuovo esercitare Hamer dovrebbe abiurare la Nuova Medicina, cosa che non avviene, condannandolo per sempre a ritorsioni e persecuzioni da parte del mondo della medicina.

Con gli anni Hamer accumula migliaia di cartelle cliniche e di TAC che confermano sempre più i suoi studi, fino a portarlo a scrivere le 5 leggi biologiche, cardine di tutta la medicina. In ogni paziente ammalato è possibile verificare la Germanica, medicina della natura, ma il contrasto con la medicina allopatica è talmente forte che la maggior parte delle persone continua ad avere fede in quest’ultima, che ha dalla sua enormi capitali da investire nel marketing. Hamer ha dalla sua solo la ragione, ma sembra non essere abbastanza da potergli permettere di diffondere a tutti le sue scoperte.

La bussola di HamerCon Hamer perseguitato per esercizio abusivo della professione, in seguito all’arresto  ed al  rilascio nel 2006,  la soluzione sembra quella di raggiungere la Norvegia, nazione ancora extra- europea. Le sue scoperte fanno proseliti, ma i medici che sanno della sua posizione abusano  delle 5 leggi biologiche per attirare nuovi pazienti ingannandoli. Cosi facendo applicano i loro  vecchi metodi fallimentari danneggiando ancora una volta il paziente. Hamer dopo quasi trent’anni di ricerche e studi ha compilato una tabella comprensibile a tutti. I pazienti ora possono accedere ai frutti dei suoi lavori senza mai aver saputo della sua travagliata storia, ma evidentemente non basta. Il medico tedesco viene continuamente umiliato e raggirato dai suoi stessi allievi di vent’anni prima, che formano nuove medicine con nomi che si rifanno alla Germanica, ma che con essa non hanno nulla a che fare. La Germanica viene smembrata da molti e resa incomprensibile ai pazienti che si lamentano in continuazione per non avere dei punti di riferimento certi dove andare a curarsi, tralasciando ancora una volta la sovranità del loro corpo. Pare che sia colpa di Hamer se il paziente moderno non riesce a comprendere il suo corpo, questo estraneo complesso biologico gestito per anni dal medico e mai dal suo proprietario.

I pochi video in cui Hamer è presente descrivono il suo personaggio, segnato dai dolori ma allo stesso tempo combattivo, anziano ma mai esausto della voglia di scoprire. Mentre parla, tenendo goffamente il microfono in mano, si rannicchia su se stesso curvando la schiena, come un bambinone timido a cui è stato rubato il dono più prezioso. Il tempo ha irrigidito l’astio verso i suoi aguzzini, ma non il suo cuore, che porta con se i ricordi di suo figlio, di sua moglie e dei suoi animali assassinati per dispetto.

Hamer ormai ha superato i settant’anni con la consapevolezza che la Germanica non vedrà la luce a breve. Come ogni innovazione radicale della scienza, anche la Nuova Medina Germanica ha bisogno, purtroppo, del suo tempo. A suo vantaggio gioca la ragione che la accompagna e che contrasta con forza i vecchi schemi secolari imposti dalla medicina scolastica. Molti al posto di Hamer sarebbero crollati anzitempo, lasciando il campo vittorioso ai detrattori della verità, ma lui impassibile continua  a fare i nomi e cognomi dei responsabili, svelando un sistema contorto e difficilmente scardinabile. E come a suo tempo Dirk Hamer lasciò in eredità a suo padre il desiderio di giustizia, cosi Hamer lascerà a noi e a chi verrà dopo di noi la responsabilità di far risorgere una medicina umana, cosi come l’avevano concepita nell’antica Grecia con Ippocrate. E se la Germanica non sboccerà completamente in questo secolo, sicuramente qualcuno meno offuscato di noi si accorgerà dell’errore che abbiamo commesso, e rimedierà regalando all’uomo il controllo totale del suo corpo.

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d120_2086Facebook è nato per volere della CIA? Questo ha poca importanza, dato che quest’ultima oltre ad accedere ai dati personali degli utenti non può compiere indagini di mercato che già altri fanno anche senza Facebook.La società è nata per volere di un dio? Questo ha poca importanza, visto che quest’ultimo interagisce ben poco con la società, e se lo fa nessuno si è accorto di niente.

Facebook è la società virtuale. Il web 2.0 ha sciolto nell’acido le vecchie maschere che, dietro ad un nickname, rendevano inaccessibile ed insicura la rete. Tutto ciò che è presente nella società, cosi come ci appare, è presente nel popolare social network, con un differente tipo di comunicazione, ma senza il filtro della timidezza. D’altronde esternare ad uno schermo i propri pensieri, esprimere le proprie idee politiche, schierarsi, risulta estremamente più facile e veloce grazie alla rete. Dunque chi non accetta Facebook non accetta la realtà, dove l’eterogeneità dei comportamenti crea una società mista identica a quella della vita reale. E’ proprio per la mancanza di questo filtro che ideali appannati riprendono vita ed estremismi trovano consensi inaspettati. Sta alla società calibrare il proprio comportamento in rete, cosa che comunque non accade nella vita di tutti i giorni. Allora è semplice disprezzare ciò che non ci aggrada, o proteggere ciò che pensiamo rispecchi le nostre idee. Vi sarà capitato di non gradire un video o uno scritto condiviso da un vostro contatto (la parola amicizia sparirà). Se quel contatto coincide con una figura che conoscete automaticamente quella persona viene contrassegnata come sgradevole o insopportabile. E’ normale, è la società. Vi sarete accorti che i contatti sgraditi hanno superato ogni vostra aspettativa. Probabilmente questo è il male minore, non ci si può aspettare che delusioni dalla società in cui si vive. E’ il mondo politico che con cura ha disegnato per noi un mondo diviso per categorie, dove muovere con calma le sue pedine del risiko che conquistano terreni da un lato e ne perdono dall’altro.

La fortuna, che abbiamo ancora per poco, è quella di avere possibilità di scelta. Non possiamo certo scegliere chi votare, questo è ovvio, sappiamo che il burattinaio ha un braccio destro e uno sinistro che si muovono in modo sincrono. Quel che possiamo fare invece è molto più proficuo. Possiamo scegliere che amicizie avere, con quali portare avanti progetti e con quali rimanere in buoni rapporti o di confidenza, pur rispettandone le differenze, senza comunque optare per una divisione brutale. Poiché il motto “divide et impera” ha costruito questa società capitalista e consumista, l’unica arma da utilizzare rimane l’unione, da qui il motto antitetico “l’unione fa la forza”. La velocità della rete gioca a favore dell’uomo. Chi sarà capace di approfittare di questa opportunità riuscirà a scorgere l’orizzonte in modo più chiaro. Con la velocità, la rete virtuale tessuta con gli anni ha possibilità di vibrare simultaneamente e far cadere nella terra quelle goccioline d’acqua impaurite ed intrappolate li dall’ultima pioggia. Con la speranza che con la stessa velocità con cui comunichiamo, quelle goccioline non si diramino nel terreno ma diano forma ad un fiume in piena che viaggia nella stessa direzione verso il mare. Spetta a te decidere.

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logo_signoraggio_network_reddi Sandro Pascucci (www.signoraggio.com)

L’UMANITA’ si scontra con tutti gli uomini de Il Grasso Bankiere©.
Chi la spunterà e conquisterà l’ambita Coppa Sovranità Monetaria?

Signore e signori, buonasera.
Stiamo per assistere all’attesissima finale tra la squadra de IL GRASSO BANCHIERE© e la squadra ospite L’UMANITA’.
Sugli spalti assiste ignaro IL RESTO DEL MONDO.

Ma ecco che mentre vi parlo esce dagli spogliatoi della Privata Banca Centrale la formazione di IGB©!
Sono:
1. Rothschild
2. Bernanke
3. Prodi [pausa, in perfetto stile radiocronistico]
4. Peterson
5. Draghi
6. Grillo [pausa]
7. Padoa-Schioppa
8. Bonino
9. Trichet [pausa]
10. Banca Mondiale
11. FMI (Fondo Monetario Internazionale)

Dalle galere sotterranee ecco sorgere la squadra de L’UMANITA’. Entrano in campo:
1. Kennedy
2. Marx
3. Lincoln [pausa]
4. Molinari
5. Auriti
6. Duisenberg [pausa]
7. Tutti i bambini del mondo
8. I diritti dell’uomo
9. la Costituzione [pausa]
10. ADUSBEF
11. Santa Romana Chiesa

Arbitra Gesù Cristo.

La squadra dei banchieri è sponsorizzata in tempo reale dalla stampa a go-gò di banconote, mentre la squadra dell’UMANITA’ poco prima dell’incontro ha fatto ricorso per l’ennesima volta all’autotassazione.

Una cannonata israeliana tra la folla inerme indica l’inizio della gara e già ci sono polemiche riguardanti l’esistenza o meno dell’arbitro. Si decide di eliminare l’arbitraggio, in modo che la partita ne guadagni in realismo.

~•~

I primi istanti di gioco vedono un signorotto medioevale che detiene la SOVRANITA’ MONETARIA e palleggia in solitario coniando monete su cui ha potere di alterare le percentuali di metallo prezioso e scialba lega.

Il suo potere di imprimere sulla facciata di queste monete un valore nominale superiore al valore intrinseco determina da parte del pubblico uno slogan tipico di questi primi tempi: “SI-GNO-RA-GGIO, SI-GNO-RA-GGIO, SI-GNO-RA-GGIO”. Il contadino che lo contrasta è comunque abbastanza tranquillo sia perché tale potere/percentuale si aggira “solo” sulla DECIMA parte del tutto sia perché una volta che ha in tasca la moneta ne è sia portatore che possessore, cosa che si perderà da li a poco, col proseguo della disputa.

Infatti ecco Peterson si impossessa della Sovranità Monetaria e scatta in avanti. Con una mossa fulminea segna un bellissimo goal fondando la Banca d’Inghilterra interamente privata! E’ una mossa eccezionale, cari ascoltatori e segnerà il resto della partita! Siamo appena nel 1694esimo del primo tempo e già gli uomini di IGB conducono per 1 a 0! Ora i banchieri potranno stampare un pezzo di carta e scriverci su ciò che vogliono e prestarlo senza che nessuno sappia quanto oro ci sia a coprire quel pezzo di carta straccia!

Ora la palla è al L’UMANITA’ e Lincoln inizia a stampare dei greenbacks esenti da interessi! Un bel gesto ma al 1865esimo viene preso a tradimento da un tale Booth che gli spara alla nuca! Gli uomini di IGB© sostengono che si tratta di un fallo involontario. Lincoln muore dimostrando però che è possibile avere del denaro senza ricorrere a banchieri strozzini.

La partita prosegue e al 1885esimo Marx contesta il primo goal dei banchieri. Sostiene infatti che fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, sono in grado di anticipare loro denaro!

Tra il pubblico in tribuna d’onore dove siedono tutti i politici del mondo Bertinotti fa orecchie da mercante e D’Alema consulta annoiato il mensile “la Vela e le Sarde in umido”. Fassino si alza ed esclama adirato: «Giù le mani da Bankitalia! Bankitalia non si tocca!».

Di nuovo è Kennedy a prender su e stampare una bellissima banconota intestata al popolo americano e con copertura in argento ma eccolo abbattuto mentre sfila per le vie di Dallas con una macchina cabriolet in pieno Novembre. Siamo al 1963esimo e un tale Lee Harvey Oswald viene arrestato. In realtà il signor Oswald è una bravissima persona però con un vizio tremendo: si mangia le unghie. Quel giorno aveva affittato un cannocchiale per vedere meglio Kennedy in parata a Dallas e per reggere il cannocchiale lo aveva sistemato su una carabina (una vecchia Mannlicher Carcano 91/38), poi, per mangiarsi un’unghia, aveva tirato per sbaglio 3 volte il grilletto in 5 secondi e mezzo.. Purtroppo un proprietario di locali notturni, un certo Jack Ruby, ha riconosciuto il signor Oswald e, ricordandosi di una pizza non pagata l’estate prima, lo raggiunge e lo fredda con diversi colpi di pistola. In seguito l’autopsia rivelerà che si trattava di due burattini teleguidati dalla Svizzera.

Ora l’azione passa ai banchieri che hanno schierato a sorpresa un tale Nixon come punta. Nixon dichiara, al 1971esimo, inconvertibile il dollaro e tanti saluti al secchio! A tal proposito Nixon verrà espulso da li a poco per il caso Watergate (che in romano vuol dire: “se lo so’ bbevuto”).

Al 1992esimo avviene un fatto insolito! La Bonino, accompagnata da Monti, Draghi, Padoa-Schioppa e altri abbandona il campo per recarsi sul panfilo Britannia (della regina inglese) ormeggiato a largo di Civitavecchia. Approfittando della temporanea superiorità numerica, due tifosi de L’UMANITA’ (tali Falcone e Borsellino), si avvicinano pericolosamente all’area di rigore dei banchieri. Sia Giovanni che Paolo vengono però eliminati da delle trappole esplosive che poco sportivamente i banchieri aveva sistemato nell’area piccola!

In sostituzione dei vacanzieri del Britannia scende in campo il fuoriclasse Soros! Con uno splendido assist di Ciampi (Governatore di Bankitalia S.p.A. ora in tribuna come ex Presidente della Repubblica) Soros segna un goal che vale il 30% del potere di acquisto della lira in poche ore! Così svalutata la lira, la metà delle società italiane saranno vendute agli inglesi, olandesi, americani, proprio in concomitanza con il rientro dei vacanzieri del Britannia che tornano in campo con il nuovo listino prezzi aggiornato proprio con i nuovi sconti del 30%.

Ora la palla è ad Auriti che compie splendide e ardite azioni in solitaria e dimostra l’esistenza giuridica del Valore Indotto, e al 1993esimo denuncia il Governatore della Banca d’Italia (che d’Italia non è). Tra i politici, Ciampi si sistema meglio sulla seggiola. Il guardalinee del Tribunale di Roma Proc. Ettore Torri riconosce vere le accuse di Auriti ma fa proseguire il giuoco dicendo “che è stato sempre così“. Ascoltiamo l’intervento del Prof. Auriti: «Scusi – e ho detto “Eccellenza” – prima di tutto faccio notare che la continuazione del reato è un aggravante, non è un esimente… quindi lei dice: È stato sempre così. Poi, secondo punto: io ammetto la buona fede, per carità! Però dobbiamo chiarire: fino a quando non t’ho fatto la denuncia! Dopo che t’ho fatto la denuncia, come la mettiamo? Qua il reato seguita!!».

Al 1998esimo Beppe Grillo confabula col prof. Auriti e inizia un giro di campo parlando di una certa apocalisse morbida, banche centrali, oro.. non si capisce bene, la gente ride ma non capisce.. poi il Grillo scompare per un pezzo e ricompare con una barca nuova, ingrassato e parlando di tritarifiuti da lavello, panchine in tecnicolor e altre stronzate, tra cui furti di nanetti in giardino, abbigliamento per cani e emorroidi.

Il n.10 Auriti lo guarda deluso (forse anche disgustato) e prosegue da solo la sua azione che lo porta, al 2000esimo circa, ad avvicinarsi alla curva della tifoseria di Guardiagrele e stampare moneta popolare! Forse ci siamo! Il popolo comincia a capire cos’è la moneta e cos’è la SOVRANITA’ MONETARIA! Ma ecco che degli ultrà dei banchieri travestiti (o no?) da finanzieri, carabinieri e poliziotti invadono armati la curva-Guardiagrele e sequestrano le banconote!

Auriti non ci sta e pretende il dissequestro e la restituzione! Ovviamente la ottiene ma ormai il progetto SIMEC è concluso.

Il pallone è intanto finito tra i politici. Siamo al 2002esimo ancora del primo tempo e Tremonti lo prende e lo lancia in una rimessa laterale a favorire i banchieri ma inaspettatamente Duisenberg lo stoppa di testa e deride il Tremonti chiedendogli se lo capisce o no che stampando banconote da uno o due euro il popolo italiano perderà il diritto di signoraggio su tali pezzi (oggi in metallo e quindi di proprietà dello Stato e non dei banchieri). Tremonti si rimette a sedere tra le occhiatacce e i fischi dei colleghi politici.

E’ ora Jean Claude Trichet (già invischiato in un processo in Francia sulla bancarotta del Credit Lyonnais, quando era ministro delle Finanze) a fare un pressing a uomo su Duisenberg. Il Duisenberg cerca di sottrarsi e va a fare un tuffo nella piscina della sua casa di campagna. Non risalirà più e verrà trovato invece morto nel salotto, da una moglie sconcertata e molto dubbiosa sulla effettiva dinamica della tragedia.

Segnaliamo quasi al termine del 2005esimo anche una azione di Molinari, ex-questore di Genova. Aveva da poco denunciata la Banca d’Italia quando un cuoco, approfittando di un momento di stop del gioco, lo ha accoltellato a morte, rendendo vana la sua azione, proprio a 10 giorni dall’udienza del processo!

E’ ora la volta della Banca Mondiale a farsi sotto con prepotenza. A metà campo dichiara che concederà prestiti solo a quei Paesi i cui Governi accettino la privatizzazione di tutti i servizi idrici, acqua potabile in primis. C’è un tentativo di contrasto da parte di Tutti i bambini del mondo ma la Banca Mondiale li calpesta selvaggiamente con un “Ma chi ve conosce?”. Ai bordi dell’area di rigore I Diritti dell’Uomo inciampano su se stessi, scoprendo il goliardico scherzetto dell’ONU che aveva legato loro i lacci degli scarpini (tra l’altro spaiati). La Banca Mondiale segna un altro punto a favore dei banchieri, dribblando I Diritti dell’Uomo e spernacchiandoli con un “Ma chi te se incu.. !?”

Sulle tribune i vari tribunali internazionali, le ONG e tutte le varie associazioni pro-omo approfittano del momento di scarsissimo interesse agonistico per tagliarsi le unghie.

La possibile svolta della partita ormai segnata potrebbe arrivare dalla Costituzione ma quella italiana sembra in preda ad una crisi di identità e la si vede in un angolo, confusa e ignorata, fin dall’art. 1 dove inutilmente afferma che l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro e che la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Purtroppo non è specificato Sovranità Monetaria, ossia la palla, ossia il VERO contendere della partita! Sembra messa meglio la Costituzione Americana perché parla espressamente del potere del Congresso di battere moneta ma dal 1913esimo la Federal Reserve l’ha rinchiusa nel locale docce, approfittando con sodomistica goduria delle terga americane!

Ma attenzione signori ascoltatori! Colpo di scena! In sordina l’ADUSBEF segna un goal importantissimo che potrebbe riaprire le sorti della partita e capovolgere il risultato! Purtroppo solo Beppe Grillo ha assistito all’azione e ora tace omertoso, per non danneggiare i suoi amici banchieri. Ed ecco che puntuale arriva la Cassazione, che annulla il goal e ammonisce tutti (specialmente i Giudici di Pace della Repubblica italiana) a tentare nuove azioni contro le Banche Centrali. Solo Maastricht può parlare di moneta, nessun altro.

Alcuni tifosi tra i più attenti si chiedono chi cazzo abbia convocato questo “Maastricht” in Italia. Probabilmente è pure senza permesso di soggiorno. Tutto l’odio della gente è puntato sugli occupanti di 4 gommoni che chiamiamo STRANIERI mentre dovrebbe essere cacciato a viva forza “proprio e solo” questo signor Maastricht.

Comunque l’azione dell’ADUSBEF è sospetta di fuori gioco o per lo meno di doppio gioco. Infatti non si sa chi detiene il tesserino di questo giocatore.

A proposito di sospetti: un controllo a sorpresa trova la Sacra Romana Chiesa positiva al controllo anti-doping. Le analisi rivelano una forte presenza di IOR nei suoi conti correnti e finanziamenti vari. Lo IOR è responsabile di morti sospette che avvengono per lo più sotto ponti inglesi e che vedono vittime uomini di mezza età capaci di impiccarsi con le mani legate dietro la schiena.

Purtroppo il primo tempo si chiude con un evento in favore del sistema bancario mondiale.

Infatti dopo la metà del 2006esimo la punta Giacinto Auriti, forse per le arrabbiature, forse per l’essere stato messo in disparte, forse l’età.. si spegne senza vedere l’esito della finale (ma chi lo ha conosciuto sa di certo che ha sempre avuto fiducia nella vittoria finale de L’UMANITA’). Il pubblico ignorante neanche si avvede della gravissima perdita.

Si chiude così il primo tempo della partita tra I GRASSI BANCHIERI e L’UMANITA’ per la Coppa SOVRANITA’ MONETARIA, con grandissimo vantaggio per i banchieri privati sovrannazionali.

Speriamo che nel secondo tempo vengano rimpiazzati le numerose e importanti perdite della squadra de L’UMANITA’ e si trovino nuove spinte e idee per capovolgere il risultato e portare a casa il premio: la libertà per tutti i popoli del mondo dal GIOGO medioevale de Il Grasso Banchiere©.

Dedico questo pezzo goliardico al mio maestro Giacinto Auriti che, per come l’ho conosciuto io, è persona di spirito. (sandropascucci)

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