Povia  - Come fai -

Quelli che guadagnano sempre ad entrare in guerra sono i banchieri internazionali
Perché prestano soldi a tutte le parti in gioco
a tutte le parti in gioco.
Tu sì che sei un leader
controlli tutto il mondo

Ma dimmi un po’ come fai?
Piloti le opinioni con false informazioni.
Ma dimmi un po’ come fai?

E un’altra guerra iniziera’
chissà chi la finanzierà.
E quanti soldi portera’
interessi mica parole.

Dimmelo tu come fai
a dormirci anche su.
Ma che coraggio che hai eh..
a mandarli in tv
a quei pupazzi che fai
parlare al posto tuo..

Se i capi delle banche controllano la terra allora so come mai
sostengono i conflitti per fare più profitti
e adesso cosa vuoi
Un solo governo mondiale
una sola moneta da fare girare.
La tua vita controllare i tuoi soldi controlare.

E se una guerra finira’
un’altra guerra è pronta già.
E quani soldi portera’
interessi mica parole.

Dimmelo dai come fai
a dormirci anche su.
Ma che coraggio che hai eh..
a mandarli in tv
a quei pupazzi che fai
parlare al posto tuo..

E se tutti chiudessimo il conto corrente per sempre..
Con che soldi fai tutti i giochi che fai non lo sai??

Allora dimmelo dai come fai…

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E’ il maestro Mario Monicelli che pronuncia per primo la parola “Rivoluzione” senza aver paura di essere banale. Una rivoluzione che almeno per una notte si è avverata grazie al potere del web (120.000 connessioni sul sito raiperunanotte) e delle piazze italiane, trascinate da un Santoro che si precipita sulla folla febbricitante a fine trasmissione. A parte le solite censure da parte di Rainews 24 su un Luttazzi esuberante, ognuno in diretta web ha potuto sottolineare l’arroganza di questo governo. Purtroppo il messaggio è arrivato alle orecchie sbagliate, quelle attaccate a teste stufe di sentire le solite barzellette parlamentari. I reali destinatari del messaggio probabilmente erano impegnati in altre faccende come la visione della partita o del telefilm. L’impressione generale è che dal web possa nascere qualcosa di nuovo che vada a sostituire quell’apatia che la televisione negli ultimi vent’anni ha generato, partorendo ignoranza e menefreghismo. Armati di pazienza speriamo che questa piccola rivoluzione non duri solo una notte.

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Topo Gigio durante la terapia

Il simbolo italiano della propaganda a favore del vaccino contro l’influenza H1N1 si è spento nella notte dopo una lunga malattia. Aveva cinquantuno anni. Vittima della sindrome di Guillain-Barré non era apparso più in pubblico dal giorno in cui aveva accusato il primo malessere.

Il celebre topo televisivo era stato sottoposto a vaccinazione forzata sul finire del 2009 mentre lo spettro della nuova influenza aleggiava sulle teste degli italioti. Una settimana dopo l’inoculazione, i primi sintomi paralizzanti che, dopo la rachicentesi, non lasciavano spazio a nessun’altra diagnosi: sindrome di Guillain-Barré. Prima che i media potessero avventarsi sul corpo del topo, la paralisi dagli arti inferiori si era estesa agli arti superiori, lasciando l’ex cavia inerme sul proprio letto.

Dopo cinque mesi di sofferenze terribili e terapie fallimentari, l’insufficienza respiratoria che si abbatte sul corpo già debilitato si aggrava, portando i polmoni del topo a paralizzarsi completamente, lo conduce alla morte. I famigliari infuriati hanno già presentato un esposto alla Procura della Repubblica chiedendo i risarcimenti danni alla casa farmaceutica distributrice del vaccino.

Topo Gigio era nato nel 1951 in un laboratorio di ricerca nel milanese, figlio di Anna e Ambrogio Gigio, ed era stato sottoposto a numerosi esperimenti prima della liberazione, avvenuta per mano degli americani nella prima metà degli anni sessanta. Di lui ricordiamo numerose comparse televisive sulla RAI e la fatale campagna promozionale 2009 a favore di quello stesso vaccino che ha consumato il suo corpo.

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Quante campagne elettorali, quanti scontri, quanti insulti ha vissuto l’Italia? Quante volte a turno comunisti e fascisti hanno preso in mano le redini del nostro paese? Eppure al momento di prendere le decisioni più importanti, le discrepanze sono sparite e gli insulti trasformati in strette di mano. Tutti a favore del nucleare, tutti a favore del trattato di Lisbona, tutti a favore della guerra in Afghanistan. Perché? La risposta è sin troppo facile. Anni di propaganda hanno diviso il popolo aizzando uno contro l’altro nel semplice compito di distrarli dai reali problemi e dalle reali manipolazioni che avvengono ai piani alti. Il 2010 come il 1910, come il 1810. Abbiamo sempre e solo visto partiti che si dividono la torta. A volte più cioccolato a sinistra, a volte più panna a destra, ma sempre a discapito di quel popolo inerme che spera di agguantare una briciola da quelle fette di torta che gli passano sotto il naso ma che non riesce ad assaporare perché privo della bocca per mangiarle. La stessa bocca che lancia insulti e bestemmia contro gli elettori del partito opposto e che si paralizza sempre quando da riscuotere ci sono i propri diritti. Ogni volta dunque, a ogni campagna elettorale  i cittadini pendono dalle labbra dei loro falsi rappresentanti ed utilizzano, per screditare l’altro, la regola  “io sono il migliore tu sei il peggiore”. Cosi si perdono di vista per sempre le cose comune a tutti quali la salute, la felicità, il lavoro, la famiglia. E anche se qualcuno si azzarda a far comprendere che la collaborazione nel popolo è assente si far presto a sbeffeggiarlo e a prender di nuovo posizione a favore del proprio partito, perché di nuovo “il mio è migliore del tuo e questa volta mi fido”.

Che cosa possono fare i reduci di questi violenti scontri verbali e fisici che i partiti istigano, divertendosi alle spalle dei loro sostenitori? Beh, pensino innanzitutto a se stessi e a rispettare la loro morale, si vedrà che alla fine tutto rimarrà uguale.

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Le centrali nucleari non sono sicure, esiste il problema dello stoccaggio delle scorie, ci sono migliori fonti di energia pulita e rinnovabile! Poi si il governò si destò dall’incubo, si asciugò la fronte e tornò ad imporre il nucleare, croce degli italiani, delizia dell’ENEL.

E così siamo punto e a capo, di nuovo a lottare contro gli sprechi economici, contro la prepotenza, contro l’inquinamento. Non basta mettere a confronto due modelli di produzione di energia nettamente differenti come il nucleare e il fotovoltaico, non basta far comprendere a mezzo mondo che le scorie prodotte dalle centrali non si possono stoccare per migliaia di anni senza produrre danni catastrofici, non basta pagare una bolletta salata a privati comprendente sovrattasse dai nomi sconosciuti, non basta tutto ciò: bisogna scendere in piazza e farsi manganellare la schiena come pretende un governo che arbitrariamente ed incostituzionalmente impone scelte contrarie alla volontà del popolo. Di quel referendum dell’87, ormai calpestato con tanta indifferenza da quei quattro xenofobi che siedono ai posti di comando, rimane solo un flebile ricordo. Già da allora si tentava di frenare la rabbia post-Chernobyl, ponendo dei quesiti referendari che candidamente sbollentavano gli spiriti degli ambientalisti frenando l’ENEL, ma che di fatto non si opponevano totalmente e fermamente all’energia nucleare. Dopo vent’anni, mentre tutti fanno marcia indietro sulla costruzione di nuovi reattori, perché insicuri e non efficienti, l’Italia con una capriola storta torna negli anni 70 e promette nuovi posti di lavoro, più energia per tutti, bollette meno care e tutto quello che di idiota ci si può inventare.

Ci risiamo dunque, con il sole tanto adorato dai nostri avi che sta gratuitamente lì fermo ad aspettare di essere utilizzato, con l’allegro vento che non viene intralciato da nessuna pala eolica, con l’energia termica che continua calma e placida e tenersi per sé il benefico calore, con la madre terra che si è stufata di essere inquinata dai soliti fetenti in attesa che si denuclearizzino il cervello.

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Mai come negli ultimi dieci anni la terra ha vissuto nella minaccia continua, nel terrore, nella frustrazione, e nella paura che un evento possa sconvolgere, se non terminare, le vite di ognuno di noi.

Le tecniche del terrore, già ampiamente utilizzate in passato da religiosi e dittatori, si sono affinate dai fatti dell’11 settembre in poi, quando le torri gemelle a New York si sbriciolarono sotto gli occhi di tutto il mondo in “diretta” tv. Con i suoi duemila morti, la prima vera tragedia che metteva a repentaglio il mondo occidentale, quello ritenuto intoccabile e immune dalle guerre. Da allora anche l’Europa, esclusa dal finto terrorismo internazionale ed alle prese con le guerriglie brigatiste in Italia, con l’Eta in Spagna e via discorrendo, entra a far parte del mondo americano del terrore, dove la vita di ciascun abitante è sempre in pericolo.

Il pericolo dietro l’angolo assume stagionalmente forme e volti diversi. A gennaio i capri espiatori sono malasanità e meningite, poi a turno videogiochi violenti, rivolte di immigrati, negozi cinesi, il riscaldamento globale, satana, internet, musulmani, antrace e guerre biologiche, crisi economiche e terroristi in aeroporto. Per non parlare delle tre – quattro pandemie che negli ultimi anni hanno colpito miliardi di persone nei telegiornali e provocato quando è andata male al massimo 500 morti a giro, senza contare quelli contagiati dai virus, che fanno sempre numero, ma deceduti a causa di cancri o patologie respiratorie o altro. La società dove tutto è instabile ha bisogno sempre della mano amica del governo, sempre pronto quasi casualmente a porre rimedio al caos, ad annullare i problemi del mondo, a salvare il cittadino in pericolo come nel più banale dei fumetti. La parte che più stupisce è che se il supereroe impersonato dal governo si presenta preparato all’attacco, il cittadino, quasi per magia, si ritrova sempre inguaiato e desideroso di ricevere aiuto. Ci casca sempre, è inutile ogni tentativo di comunicargli la sua ridicola situazione. E’ impossibile fargli capire che la sua situazione è frutto del solito gioco in cui lui, con il suo silenzio assenso, è complice e fautore.

Il cittadino bisognoso lo vediamo nelle file davanti agli ambulatori pronto, con la manica alzata, con il suo sorriso che ci rivela furbizia, a ricevere quel vaccino preparato e pensato vent’anni prima e stoccato in magazzini militari, pubblicizzato come nuovo, ma efficace e quindi adatto all’uso. Sempre lo stesso cittadino fa scorte di cibo in attesa che i virus invadano il paese impedendo alla popolazione di frequentare posti chiusi, evitando cosi la propagazione della “malattia”. Spesso bestemmia contro la tv quando vi appare un arabo o un marocchino, grida al terrorismo, dice che una bomba risolverebbe la questione del medio oriente, sempre che sappia dove si trova il medio oriente. Talvolta non prende l’aereo, perché in periodi contemporanei, a cinquemila chilometri di distanza, scaltri agenti hanno impedito un attentato in un aereo di linea, arrestando tempestivamente il talebano mentre, ormai seduto sull’aereo, si accingeva a farsi esplodere. Con un occhio si accorge che misteriosamente d’estate fa sempre più caldo e che l’anno in corso è il più caldo degli ultimi centocinquanta, ma con l’altro occhio non si rende conto che d’inverno fa sempre freddo come da centocinquanta milioni di anni o più da questa parte. Ma è lo stesso che non si accorge che il mercurio scomparso dal suo termometro è finito nel pranzo e nei vaccini. Non stupisce invece, che finanzi passivamente attraverso il suo conto in banca, la guerra perenne dell’America contro X o Y, perché secondo lui, anche se non lo ammetterà mai, solo i bianchi devono dominare il mondo.

Dunque avviamo un falso secolo fresco e rivoluzionario, fotocopiando il precedente ricco di menzogne e complotti, ma questa volta con la consapevolezza che, continuando di questo passo, fra pochissimo il punto di non ritorno sarà fatale.

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obama-big brother

Fra gli imbarazzi dei presenti il nuovo nobel per la neolingua Barack Obama esalta la guerra e la innalza a portatrice di pace. Dipinto come il cambiamento che l’America voleva, come la speranza, la giustizia, Obama non è niente di tutto ciò. Fatta eccezione per la raffinata, abusata e noiosa tecnica di comunicazione, con le manine sempre in movimento e lo sguardo perso a destra e sinistra, il presidente americano sembra non molto dissimile dei suoi predecessori. La scarsità di leadership di Bush era giustificata dalla sua ignoranza, cosi come l’inutilità di Clinton che correva dietro la Lewinsky. Obama invece stupisce, ma non più di tanto, perché è studiato. Ha seguito i corsi, ha un’ottima famiglia, i capelli corti sempre in ordine. E’ partito alla grande avendo alle spalle sia i pochi centesimi pervenuti da internet durante la campagna elettorale, sia i grandi capitali investiti dalle banche e dalle case farmaceutiche sicure di aver in mano anche questo presidente. Dalle grandi promesse si è passato ai fatti, e quelli sono reali, tangibili. Guantanamo ancora in attività, una finta rivoluzione del sistema sanitario, l’invio in medio oriente di migliaia di truppe suicide. Le sue intenzioni, per i pochi che ancora credevano in lui, sono state ampiamente espresse e chiarite durante il ritiro del nobel per la pace ad Oslo, durante una conferenza rivelatrice. Sostanzialmente il concetto letterario Orwelliano “la guerra è pace” diviene reale nelle parole di Obama, che più volte sottolinea l’importanza dell’uso della forza e della violenza per mantenere la stabilità delle nazioni. Nel romanzo 1984 lo scrittore britannico Orwell descriveva tre superstati (Eurasia, Estasia ed Oceania) in perenne guerra tra di loro. Questa guerra era necessaria per mantenere la dittatura all’interno di ciascun stato, alimentando l’odio fra i tre popoli al fine di non conoscerne le differenze ed i comportamenti, evitando cosi scambi culturali che avrebbero fatto comprendere ai popoli l’importanza della pace e dell’indipendenza dai governi.

Allo stesso modo Obama terrorizza con le seguenti parole: “le tecnologie moderne permettono a pochi piccoli uomini di uccidere migliaia di innocenti”. Non si riferiva all’auto attentato delle Twin Towers, ma ad esempio al leader iraniano Ahmadinejad, nemico  in zona di guerra. Ed ancora ”dobbiamo iniziare riconoscendo una verità difficile: non potremo sradicare conflitti violenti nel corso della nostra stessa vita. Ci saranno momenti in cui le nazioni sia individualmente sia congiuntamente troveranno l’uso della forza non solo necessario, ma anche giustificabile dal punto di vista morale”. Al termine di questa frase si allaccia ipocritamente alle parole di Martin Luther King bestemmiando cosi “voglio portare avanti il lavoro della non violenza” e cita Gandhi. Poi si dimentica quello che ha appena detto e rincara la dose “il male esiste in tutto il mondo”,”un movimento non violento non avrebbe mai potuto fermare Hitler” , infatti il presidente è ancora convinto che gli americani abbiamo liberato l’Europa dal nazismo scordandosi i finanziamenti dei Rockefeller ai laboratori sperimentali di eugenetica nazisti, se questi non abbiano addirittura coadiuvato l’ascesa del Fuhrer alla cancelleria tedesca.

Abu-ghraib

Soldati americani esportano nuovi metodi di pace e amore

“La forza a volte è necessaria” continua il fantasma dell’ Obama pre-elettorale, “il servizio e il sacrificio dei nostri uomini e donne in uniforme (costretti, per amor di patria e in tempi non sospetti ,a pisciare sopra i cadaveri nelle prigioni di Abu Ghraib nda) hanno promosso pace e prosperità dalla Germania alla Corea”. “Abbiamo sostenuto questo peso (la guerra) non perché volevamo imporre la nostra volontà ma lo abbiamo fatto  perché avevamo degli interessi illuminati”. Gli interessi degli Illuminati cui si riferisce Obama sono: furto di petrolio, produzione di armi tra cui ordigni nucleari, controllo del commercio dell’oppio, riduzione in schiavitù, controllo delle masse  etc… compresi tutti i reati contro l’umanità che vi vengono in mente. Il delirio prosegue “gli strumenti della guerra hanno il loro ruolo nel mantenimento della pace”, “la guerra a volte è necessaria”. Il finale atomico, con buona pace dei sostenitori di Obama che pochi mesi fa alzavano i cartelli ai suoi convegni con su scritto “HOPE”, inaugura una stagione dell’orrore che vorremmo veramente perderci: “Una grande evoluzione delle istituzioni umane, come potrebbe apparire questa evoluzione? Per iniziare io credo che tutte le nazioni devono aderire  agli orientamenti che riguardano l’uso della forza” citando conseguentemente lo spauracchio 11 settembre. Lo scopo è ben chiaro: una guerra eterna e la sottomissione dei popoli con il consenso volente o nolente di tutte le nazioni. Alla mente mi rimbalza subito questa frase di Warburg:  “Che vi piaccia o no, avremo un governo mondiale, o con il consenso o con la forza”. Pare che Obama, senza che ci fossero dubbi , opterà per la seconda scelta.

Guarda l’intervento di Obama ad Oslo

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Muse  - Uprising -

The paranoia is in bloom, the PR
The transmissions will resume
They’ll try to push drugs
Keep us all dumbed down and hope that
We will never see the truth around
(So come on!)

Another promise, another scene, another
A package not to keep us trapped in greed
With all the green belts wrapped around our minds
And endless red tape to keep the truth confined
(So come on!)

Chorus
They will not force us
They will stop degrading us
They will not control us
We will be victorious

Interchanging mind control
Come let the revolution take its toll if you could
Flick the switch and open your third eye, you’d see that
We should never be afraid to die
(So come on!)

Rise up and take the power back, it’s time that
The fat cats had a heart attack, you know that
Their time is coming to an end
We have to unify and watch our flag ascend

Chorus
They will not force us
They will stop degrading us
They will not control us
We will be victorious

Hey .. hey … hey .. hey!
(repeat)

Chorus
They will not force us
They will stop degrading us
They will not control us
We will be victorious

Hey .. hey … hey .. hey!
(repeat)

Sommossa (trad.)

La paranoia è in fiore, il PR
le trasmissioni riprenderanno
cercheranno di spingere avanti le droghe
mantenendoci tutti ad un livello più basso
e sperano che noi non vedremo mai la verita’
(quindi, forza!)

un’altra promessa, un altro scenario, un altro
un sistema fatto per non farci tenere
intrappolati con avidita’
con tutte quelle cinture verdi
strette attorno alle nostre menti
e un infinito nastro rosso che
tenga la verità confinata
(quindi, forza!)

non ci costringeranno
finiranno di degradarci
non avranno più controllo su di noi
ne usciremo vittoriosi

scambiando il controllo delle menti
lascia che la rivoluzione mieta
le sue vittime, se puoi
accendi l’interruttore
ed apri il tuo terzo occhio, vedrai che
non dovremmo mai avere paura di morire
(quindi, forza!)

alzati e riprenditi il potere,
è il momento che il gatto grasso
abbia un infarto, tu sai che
la loro ora sta arrivando
dobbiamo unirci e guarderemo
la nostra bandiera alzarsi

non ci costringeranno
finiranno di degradarci
non avranno più controllo su di noi
ne usciremo vittoriosi

alzati e riprenditi il potere,
è il momento…

non ci costringeranno
finiranno di degradarci
non avranno più controllo su di noi
ne usciremo vittoriosi

non ci costringeranno
finiranno di degradarci
non avranno più controllo su di noi
ne usciremo vittoriosi

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microchipdi Ryke Geerd Hamer

Vaccinazione: in verità impianto massivo di un chip attraverso iniezione

È tutto così semplice: 130 anni fa si era supposto che esistessero dei virus, che potessero scatenare malattie (Pasteur 1822-1895). Per queste malattie, causate da virus, s’intendevano l’influenza, herpes labialis, morbillo, varicella ecc. tutte malattie “calde” che secondo la Germanica non sono altro che fasi di riparazione (fasi PCL) all’interno di un SBS – programma biologicamente sensato; si tratta di ricostruzioni susseguenti a ulcera precedente.

Ma dopo la morte di Pasteur è venuto fuori che la gran parte dei suoi risultati di ricerca erano dei falsi (da lui falsificati). In più ai suoi tempi l’esistenza dei virus veniva solo dimostrata in maniera ipotetica, poiché era già difficile poter vedere dei batteri (esseri unicellulari) attraverso i microscopi di allora (per i virus veniva supposta una grandezza corrispondente a 1/1000 o 1/10000 di un batterio). Più tardi, anche con microscopi più sofisticati (microscopio elettronico a scansione) non era ancora possibile vedere questi virus e allora si è fatta l’ipotesi aggiuntiva che i virus si potessero moltiplicare solo all’interno di organismi viventi. Ma anche quest’ipotesi non poteva essere dimostrata da alcuno.

Siccome allora ci si immaginava che la cosiddetta “malattia” (secondo la NMG, la fase PCL) incominciasse con la “fase di guarigione”, ovvero la “fase di guarigione” (ai quei tempi) venisse vista come la “malattia”, i virus avrebbero dovuto moltiplicarsi in questa fase PCL. Ma questo non è stato dimostrato da nessuno.

E della 2°, la fase “calda” della (erroneamente chiamata) malattia, in questa seconda fase pcl (fase di riparazione-guarigione) non si può parlare dell’esistenza di qualcosa che faccia ammalare la persona (di patogeno). Non si può dire che i virus (la cui esistenza è solo supposta ipoteticamente) sono quelli che fanno ammalare. Non esistono virus che fanno ammalare.

Non è mai stato possibile scoprire dei virus, ne quelli che fanno ammalare, ne altri., ne la moltiplicazione dei virus. Anche il virus dell’AIDS non esiste. Perfino il suo scopritore, il signor Montagnier, alcuni anni fa ha detto che lui non aveva mai visto il virus dell’AIDS. Ma è stato comunque insegnito del premio nobel.

Anche l’industria farmaceutica si fa venire in mente molti trucchi per far supporre l’esistenza di questi virus. Una giornalista austriaca ha intentato una causa contro FBI, WHO; UNO e il capo dell’FBI OBAMA, dicendo che la ditta BAXTER SPA, controllata di BAXTER INTERNATIONAL, ha liberato 72 kg del “attivo virus dell’aviaria Z” Questi virus dell’aviaria sarebbero poi stati spediti dalla WHO a 16 laboratori di 4 paesi nell’inverno 2008.

Il proposito propagandistico è di far dire al cittadino medio: “Ma perché questi discutono ancora se un virus esista veramente o no, se 72 kg di virus sono stati spediti in giro per i laboratori? La pericolosità di questi virus poi si vede in tv, nei tg: interi allevamenti di polli devono essere rasi al suolo, gasati e resi inoffensivi.”

L’obiettivo è quello di generare panico con il far credere alle persone che esistano davvero 72 kg di un virus altamente infettivo. In verità non esistono questi virus, ma soprattutto non esistono virus infettivi. Si parla di dimostrazione indiretta dell’esistenza dei virus. Ma non esistono i virus.

Ma se non esiste il virus, contro cosa ci si lascia vaccinare? E che effetti causa questa pseudo-vaccinazione quando ci si trova nella fase di riparazione-guarigione?

Tutte le vaccinazioni, da quando esistono, sono una grande truffa. E partendo dal fatto che già non esistono i virus, così come non esiste la moltiplicazione di questo inesistente virus che ci dovrebbe far ammalare e inoltre che ci si dica di dover fare questo vaccino contro questo inesistente virus, bene tutto questo non è altro che un gioco di prestigio alla Pasteur.

Ma quali sono le condizioni affinché una vaccinazione (così come ci viene presentata ufficialmente) con qualsivoglia siero sia sensata (sempre secondo quello che ci dicono ufficialmente)?

1.il siero dovrebbe agire nella fase-PCL, poiché l’ipotetico virus è definito per la fase-PCL (per influenza, herpes labialis, morbillo, varicella). Il siero allora dovrebbe agire come una chemio. Ma si è dimostrato che la chemio è un delitto. 98% dei trattati muore con la chemioterapia

2 siccome non esiste un virus non è possibile nemmeno creare un serio specifico la cui somministrazione abbia un senso: questo vuol dire che si tratta evidentemente di un siero composto da un miscuglio di veleno in stile chemio che interviene nella fase-PCL e la sopprime(la distrugge). È lo stesso principio chemioterapia-cancro (si interviene ricacciando indietro la fase-PCL)

Nessuno pensa che l’interesse dell’industria farmaceutica sia quella di combattere i canonici 3 giorni di febbre attraverso la somministrazione di un veleno altamente concentrato, tutto questo senza seguire le leggi biologiche. Qualè allora il senso di questa vaccinazione-profilassi?

La risposta è chiara: alla popolazione deve essere impiantato, a tappeto, un chip attraverso iniezione. Questo attraverso il “killer-chip” cinese che poco tempo fa qualcuno ha cercato di far patentare (registrare). E questo chip serve al dominio sulla terra. Così si ha il potere incontrollato sul mondo e la possibilità di uccidere con un solo bottone qualsivoglia persona (critica) in ogni posto del mondo, ad ogni ora tramite satellite, tutto questo molto più facilmente e velocemente che non attraverso chemio o morfina. Sarebbe tutto così semplice.

Può essere che tutto questo sembri solo la trama di un romanzo science-fiction, ma purtroppo non è cosí. Ricordatevi, già anni fa vi ho ricordato continuamente il fatto che gli ebrei praticano la Nuova Medicina Germanica in maniera esclusiva. In opposizione a questo i non–ebrei vengono eliminati per il 98% in seguito a chemio e morfina.

Questo killer-chip è la chance per il genocidio rapidissimo.

Potete credermi o no. Non tutte le persone (come me) hanno il naso per intenti criminali, ma in futuro vi ricorderete sicuramente delle mie parole.

Il vostro Ryke Geerd

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Ryke Geerd Hamer Fra tutte le medicine cosiddette “alternative” che mi è capitato di esaminare, la Nuova Medicina Germanica è stata quella con il più difficile grado di comprensione. C’è voluto più di un anno per mettere a fuoco quello che avevo appena appreso, e questo anno non poteva che essere solo il cammino verso l’accesso ad un mondo apparentemente capovolto, ma logico e sensato più di ogni altro.

Vi faccio un esempio: sapete, è difficile camminare a testa in giù correttamente (persona A) mentre ci si accorge che tutti gli altri che camminano dritti (persona B), paradossalmente, sbagliano, creando attrito tra le due persone. Questo avviene non tanto per aver fatto scoperte relativamente importanti, ma quanto perché improvvisamente la comunicazione, fra due persone che camminano in modo diverso, si logora in modo irrimediabile. Non c’è ragione! Per ristabilire la comunicazione occorre essenzialmente che qualcuno dei due si uniformi al verso dell’altro. Ma a questo punto si presentano tre situazioni:

1)  Le due persone continuano a camminare per il proprio verso

2)  La persona B comincia  a camminare a testa in giù

3) La persona  A torna a camminare dritta

Nel primo punto la comunicazione tra le due persone avviene in due lingue diverse. La persona A è entusiasta della sua nuova scoperta, vuole urlare al mondo ciò che ha imparato, pensa che ancora qualcuno meriti di sapere ciò che le ha cambiato la vita in meglio e barcollando tenta di trasmettere questa sua gioia ad altri. La persona B in questa comunicazione è scettica e negativa. Guarda la persona A con disprezzo, crede sia vittima di qualche truffatore come se ne vedono molti in tv, giacché quella è la sua bibbia da dove attinge verità e cultura. La persona B insulta e sbraita pesantemente contro la persona A, dice che le hanno fatto il lavaggio del cervello e che da sempre la verità ufficiale smentisce tutte le porcherie appena apprese dalla persona A, la quale inizialmente felice, si ritrova poi sola ed abbandonata a se stessa. In questo stato di abbandono continua i suoi studi ed acquista sicurezza fino a tornare ad essere soddisfatta per le sue scoperte ma amareggiata per non essere riuscita a trasmettere ad altri le sue emozioni. La persona A non è arrabbiata con la persona B, ma non potrà più comunicare con lei perché la ritiene “indietro”. La persona B vede la persona A come una matta da rinchiudere e sminuisce continuamente le sue azioni e i suoi comportamenti. La comunicazione tra i due è interrotta per sempre. Questo è quello che succede quando la persona A conosce la Germanica. Capisce che è fuori dalla società.

Nel secondo punto avviene una cosa meravigliosa. Verificato che la persona A abbia detto il giusto e provato su se stessa le gioie di queste nuove scoperte, la persona B non può far altro che cominciare a camminare a testa in giù notando con suo dispiacere che gli altri che camminano dritti, di cui lei faceva parte poco prima, vanno nella direzione sbagliata. La comunicazione tra le due persone è intensa, motivata e raggiunge un livello superiore di consapevolezza. La felicità raddoppia e il senso di solitudine si appiana anche se rimane latente. Gli studi avanzano più velocemente e nei momenti di sbandamento di uno dei due l’altra da la forza a tutte e due di continuare. E’ un’esperienza nuova, ed un nuovo modo di vedere il mondo viene sperimentato da ambedue le persone.

Nel terzo punto avviene la tragedia, da cui non si ritorna indietro. La persona A è appagata delle sue nuove scoperte e cerca di diffonderle a tutti. E’ ancora nella fase iniziale, dove i dubbi sono tanti e lo studio non sempre prontamente risponde alle domande sorte. La persona B è molto aggressiva, fa leva sui punti deboli della persona A che, sola per aver appunto camminato per poco a testa in giù, torna a raddrizzarsi, questa volta per sempre. Sarà la prima, quando si presenterà l’opportunità, ad attaccare con violenza tutti quelli che tenteranno di camminare a testa in giù, e spesso sarà artefice di crudeli vittorie. La comunicazione fra le due persone è ristabilita, ma non vi sarà fra di loro opportunità di studio, dato che la sapienza impadronitasi dei loro corpi non le abbandonerà.

HHQuando Vittorio Emanuele imbracciò il fucile, la notte del 18 agosto 1978, e sparò colpendo Dirk Hamer alla  gamba, cambiò inconsapevolmente il destino della medicina. Dirk morì nel mese di dicembre di quell’anno lasciò  al padre, il dottor Hamer, un’eredità importante.

In seguito a questo episodio lo stesso Hamer si ammalò di cancro al testicolo, e da genio quale si rivelò fece  semplicemente 2+2. Dapprima chiese alle sue pazienti, nei reparti dove lavorava, se anche loro avessero avuto  uno shock particolare prima della malattia. Trovò conferma. La teoria della genesi del cancro come neoplasia  formatasi da una cellula impazzita stava cominciando a tremare, e il dottor Hamer con la forza nel cuore del  figlio  scomparso fece in poco tempo piazza pulita delle vecchie ipotesi. Le basi della Nuova Medicina, poi  ribattezzata Germanica, in capo a circa dieci anni erano pronte. Lo sconvolgimento della medicina è totale. Diagnosi approssimative vengono rimpiazzate dalle attente letture delle TAC cerebrali, dove si notano focolai  (HH, focolai di Hamer appunto) in determinati punti del cervello che, a seconda della loro evoluzione, esprimono  lo stato corrente della malattie. Da qui nascono le costellazioni (insiemi di focolai in diverse aree del  cervello), e il capovolgimento diagnostico rivaluta anche la psicologia rimettendo in gioco il paziente  considerato fino ad un attimo prima un pazzo incurabile. Il muro del cancro è abbattuto ed ora anche psicosi, manie, deviazioni, depressioni, infarti, ictus, patologie di vario genere, vengono ridefinite in canoni germanici  prendendo il nome di conflitti biologici. La malattia non è vista più come una maledizione, una punizione o una  disgrazia piombata all’improvviso nella vita della persona, ma piuttosto è vista come perfetto processo biologico in linea con il vissuto del paziente. La malattia come viene considerata oggi viene compresa profondamente ed il suo concetto rinnovato, ora è la coppia corpo/mente che gestisce l’omeostasi del paziente. Sparisce il demonio che ti invade non lasciandoti scampo, facendo spazio alla sovranità del paziente sulla sua salute. Ma il mondo accademico, corrotto e spavaldo, non accetta la comprensione del corpo umano. Si è ancora legati alle vecchie ipotesi, alle statistiche ed ai profitti, che con la Germanica verrebbero meno.

Durante le scoperte della Germanica ad Hamer, viene tolta la possibilità di svolgere la professione del medico. Come Galileo, per poter di nuovo esercitare Hamer dovrebbe abiurare la Nuova Medicina, cosa che non avviene, condannandolo per sempre a ritorsioni e persecuzioni da parte del mondo della medicina.

Con gli anni Hamer accumula migliaia di cartelle cliniche e di TAC che confermano sempre più i suoi studi, fino a portarlo a scrivere le 5 leggi biologiche, cardine di tutta la medicina. In ogni paziente ammalato è possibile verificare la Germanica, medicina della natura, ma il contrasto con la medicina allopatica è talmente forte che la maggior parte delle persone continua ad avere fede in quest’ultima, che ha dalla sua enormi capitali da investire nel marketing. Hamer ha dalla sua solo la ragione, ma sembra non essere abbastanza da potergli permettere di diffondere a tutti le sue scoperte.

La bussola di HamerCon Hamer perseguitato per esercizio abusivo della professione, in seguito all’arresto  ed al  rilascio nel 2006,  la soluzione sembra quella di raggiungere la Norvegia, nazione ancora extra- europea. Le sue scoperte fanno proseliti, ma i medici che sanno della sua posizione abusano  delle 5 leggi biologiche per attirare nuovi pazienti ingannandoli. Cosi facendo applicano i loro  vecchi metodi fallimentari danneggiando ancora una volta il paziente. Hamer dopo quasi trent’anni di ricerche e studi ha compilato una tabella comprensibile a tutti. I pazienti ora possono accedere ai frutti dei suoi lavori senza mai aver saputo della sua travagliata storia, ma evidentemente non basta. Il medico tedesco viene continuamente umiliato e raggirato dai suoi stessi allievi di vent’anni prima, che formano nuove medicine con nomi che si rifanno alla Germanica, ma che con essa non hanno nulla a che fare. La Germanica viene smembrata da molti e resa incomprensibile ai pazienti che si lamentano in continuazione per non avere dei punti di riferimento certi dove andare a curarsi, tralasciando ancora una volta la sovranità del loro corpo. Pare che sia colpa di Hamer se il paziente moderno non riesce a comprendere il suo corpo, questo estraneo complesso biologico gestito per anni dal medico e mai dal suo proprietario.

I pochi video in cui Hamer è presente descrivono il suo personaggio, segnato dai dolori ma allo stesso tempo combattivo, anziano ma mai esausto della voglia di scoprire. Mentre parla, tenendo goffamente il microfono in mano, si rannicchia su se stesso curvando la schiena, come un bambinone timido a cui è stato rubato il dono più prezioso. Il tempo ha irrigidito l’astio verso i suoi aguzzini, ma non il suo cuore, che porta con se i ricordi di suo figlio, di sua moglie e dei suoi animali assassinati per dispetto.

Hamer ormai ha superato i settant’anni con la consapevolezza che la Germanica non vedrà la luce a breve. Come ogni innovazione radicale della scienza, anche la Nuova Medina Germanica ha bisogno, purtroppo, del suo tempo. A suo vantaggio gioca la ragione che la accompagna e che contrasta con forza i vecchi schemi secolari imposti dalla medicina scolastica. Molti al posto di Hamer sarebbero crollati anzitempo, lasciando il campo vittorioso ai detrattori della verità, ma lui impassibile continua  a fare i nomi e cognomi dei responsabili, svelando un sistema contorto e difficilmente scardinabile. E come a suo tempo Dirk Hamer lasciò in eredità a suo padre il desiderio di giustizia, cosi Hamer lascerà a noi e a chi verrà dopo di noi la responsabilità di far risorgere una medicina umana, cosi come l’avevano concepita nell’antica Grecia con Ippocrate. E se la Germanica non sboccerà completamente in questo secolo, sicuramente qualcuno meno offuscato di noi si accorgerà dell’errore che abbiamo commesso, e rimedierà regalando all’uomo il controllo totale del suo corpo.

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